Debutto sotto la pioggia per Zucchero all'Arena di Verona: uniche date live in Italia - Foto

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Un momento del concerto di Zucchero Sugar Fornaciari all Arena di Verona - Fonte Ansa
Un momento del concerto di Zucchero Sugar Fornaciari  all Arena di Verona - Fonte Ansa

VERONA. Oltre a una pioggia incessante che allenta solo verso la fine del concerto, sono due grandi occhi neri e gialli da gatto, e un enorme cuore dentro cui far scorrere video e immagini da palco e platea, ad accogliere il pubblico dell'Arena di Verona: è il Black Cat dell'ultimo disco di Zucchero, che stasera ha piazzato la sua zampata felina nel debutto mondiale del nuovo tour. 10+1 date nella città scaligera, sei delle quali consecutive, che sono anche le uniche in Italia per il 2016.

La pioggia, fitta e insistente, non scoraggia i fan armati di ombrelli e impermeabili colorati, e neanche Zucchero che, con la sua giubba frangiata e il suo cappellone d'ordinanza, non si perde in chiacchiere e, salito sul palco un pò vintage con microfoni e lampade retrò, un pò teatrale con quinte a vista, parte con il primo capitolo del live.

A fine concerto, saranno tre in totale, con il primo dedicato interamente a Black Cat. Nelle intenzioni di Sugar la suddivisione vuole essere un omaggio a Quentin Tarantino e ai capitoli dei suoi film. Partigiano Reggiano, 13 Buone Ragioni, Ti voglio sposare e via così. Facile indovinare cosa verrà dopo, perchè Zucchero segue senza sgarrare l'ordine dato ai brani nel disco: dodici in tutto, con la chiusura del primo capitolo dedicata a Voci, il nuovo singolo estratto dall'album per le radio.

A sorprendere e a stupire è la superband internazionale che lo accompagna. Tredici artisti che quasi rubano la scena al cantautore emiliano e che riescono a riprodurre un suono pulito, coinvolgente, pieno. Una superband a forte presenza femminile.

«Mi dispiace davvero per voi che piova. Ero un pò preoccupato, se ve ne foste andati sarei rimasto solo. E invece... grazie! Dopo vado a fare un rito propiziatorio», dice alla platea ormai fradicia che, rassegnata, comincia a scatenarsi nel secondo capitolo, quando inizia la galoppata verso i successi più noti: i brani da Chocabeck la fanno da padrone, tra È un peccato morir, Vedo nero (e un altro Black Cat appare sullo schermo), Un soffio caldo e Il suono della domenica. Con Baila il pubblico è in piedi a ballare ed è solo l'anticipo di ciò che succederà nel capitolo 3 che inanella Overdose d'amore, Con le mani, Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica. Si chiude con Per colpa di chi e Diavolo in me, con la pioggia che sembra sconfitta (ma non lo è) dai riti scaramantici di Zucchero dietro le quinte.

«Ho baciato una ragazza di 16 anni, non pensate male, e guardate un pò...», Nessun ospite per la prima serata, ma Zucchero ha annunciato che ogni sera lo spettacolo «sarà diverso» e nei prossimi giorni, qualche amico e collega salirà sul palco insieme a lui (domani è atteso il chitarrista giapponese Tomoyasu Hotei).

Il pubblico però li scoprirà sera per sera. Dopo le undici date veronesi (fino al 28 settembre, con sei sere già sold out), il tour comincerà a girare il mondo fino a fine novembre. Uno spettacolo diverso, con una scenografia ridotta. Rimangono però la band eccezionale e le luci («ma basta questo, no? - dice Zucchero -. Non credo di aver bisogno di cosmesi»). Con il 2017 il Black Cat tour arriverà anche per la prima volta in Nuova Zelanda e Giappone, per tornare poi in estate in Italia.

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