Venerdì, 28 Luglio 2017
SANITA'

Ospedali e tagli, il Pd chiede l'intervento di Renzi. I sindacati: subito un confronto

di
ospedale giglio cefalù, Baldo Gucciardi, Beatrice Lorenzin, Fausto Raciti, Rosario Crocetta, Sicilia, Politica
La protesta dei dipendenti del Giglio di Cefalù

PALERMO. Il piano dei tagli negli ospedali è stato bloccato da Crocetta. Ma il caso ora si sposta a Roma. Passa da un accordo nella Capitale la riscrittura del progetto che dovrebbe ridurre i costi nella sanità siciliana per sbloccare poi i concorsi.

Dopo gli scontri che hanno indebolito la posizione dell’assessore Baldo Gucciardi, il Pd ha chiesto ufficialmente l’intervento di Renzi. La richiesta è partita dal gruppo parlamentare, su proposta di Giovanni Panepinto. Il segretario Fausto Raciti incontrerà venerdì il capogruppo e lo stesso Gucciardi, poi porterà a Roma le proposte per uscire dalla crisi. Raciti ammette che al punto in cui è arrivato lo scontro, il tema non può essere lasciato a governo regionale e Ars. E avverte, il segretario, l’urgenza di uscire dall’impasse per portare a casa almeno il risultato di sbloccare i primi concorsi. "Il tutto - assicura Pippo Digiacomo - passerà da un incontro con Renzi".

Il timore del Pd è quello di perdere consensi su un tema, la sanità, delicatissimo. Ma è il timore anche di tutte le altre forze politiche coinvolte nella vicenda. Ncd, il partito del ministro Lorenzin, non ha gradito l’attacco di Crocetta e Gucciardi, secondo cui i tagli sono stati imposti proprio dal ministero.

I big di Ncd – Francesco Cascio, Dore Misuraca e Giuseppe Castiglione – stamani sono stati al ministero e hanno ottenuto dal direttore generale Renato Botti la disponibilità ad accompagnare la Regione in un percorso di modifica del piano. “Ma quanto fatto finora – ribadisce Misuraca – è tutta farina dell’assessorato regionale alla Sanità. Il ministero non c’entra”.

Anche Ncd chiede che prima di procedere alla riscrittura del piano venga convocata una riunione di maggioranza. Il centrosinistra esce a pezzi da questa vicenda: Pd e Ncd sono ai ferri corti e si accusano a vicenda di aver voluto penalizzare aree della sanità vicine ai rispettivi partiti. E pure l’Udc è irritata per la redazione di un piano di cui non era stata messa a conoscenza.

I tempi di approvazione del piano tornano inevitabilmente ad allungarsi. Il progetto di mettere tutti i timbri entro metà settembre è naufragato. Ora si dovrà ripartire da capo. E potrebbero volerci dei mesi: in casa Pd si teme pure che possano servire anni. Senza dimenticare che fino a quando il piano dei tagli non verrà messo a punto non potranno essere sbloccati i concorsi da 5 mila posti: annunciati ormai più di un anno fa e lontanissimi dal traguardo.

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