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DOPO LE POLEMICHE

Lorenzin diserta la Festa dell'Unità: al lavoro per campagna su Fertility day

ROMA. «Come ampiamente annunciato nelle interviste su giornali e tv il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha deciso di rimodulare la campagna di informazione e prevenzione sul Fertility Day del 22 settembre. A questo ha lavorato  al ministero, rinunciando a partecipare alla Festa dell'Unità di Milano e non certo per evitare contestazioni come qualcuno ha voluto ipotizzare»: è quanto afferma il suo  portavoce del ministro Claudio Rizza.

Sul Fertility Day, tanto discusso e criticato, dunque si ricomincia da capo, con l'obiettivo di arrivare il prossimo 22 settembre con una nuova campagna di informazione e prevenzione sulla infertilità, più medica, probabilmente.

L'intenzione, dopo due giorni di polemiche partite dal web e innescate da un post di Roberto Saviano, è quella di concentrare l'attenzione durante e dopo il Fertility Day sull'aspetto strettamente di salute. Molte le proposte arrivate anche spontaneamente da alcuni fotografi che hanno mandato al Ministro Beatrice Lorenzin alcune immagini per una campagna alternativa a quella che è stata cancellata.

La nuova campagna, si è appreso, non utilizzerà più le cartoline ma punterà ad una comunicazione di salute: informazioni chiare che saranno aiutate anche da grafiche per rendere i concetti più comprensibili.

Il ministro nel frattempo continua a spiegare le intenzioni dell'iniziativa, cercando di scindere le due questioni che però si confondono nel dibattito di questi giorni: la natalità (e quindi le politiche per aiutare le famiglie a fare figli) e la fertilità che invece è questione di natura medica.

«Io sono stata fortunata, solo il 6-7% delle donne riesce ad avere figli dopo i 40 anni. Prima mi mancava la materia prima. La vita non è lineare», spiega nel corso di una delle tante interviste rilasciate in questi giorni. Il ministro infatti ha dato alla luce due gemelli a giugno 2015, quando aveva 43 anni. Rispetto alla possibilità di facilitare la maternità a chi ha problemi di fertilità, ha sottolineato «mi sono battuta per inserire la fecondazione omologa e eterologa nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), e alzare i limiti di età. Sarà gratuita negli ospedali pubblici. Una parte della campagna comunicativa per il Fertility day era anche dedicata a questo aspetto».

Resta un dato che Lorenzin sottolinea: in Italia ci sono circa due milioni di persone che vogliono avere figli e non ci riescono.  E a diventare centrale è ora il tema degli aiuti alle famiglie: «accanto a politiche di natalità, di cui ci occuperemo in Legge di Stabilità, c'è il tema della fertilità che non può essere ignorato. Dobbiamo integrare insieme questi aspetti», ha annunciato durante la trasmissione l'Aria che tira, su La 7. Da un gruppo di senatori Pd (Stefano Lepri, vicepresidente del gruppo e primo firmatario del ddl, Giuseppe Cucca, Vincenzo Cuomo, Rosa Maria Di Giorgi, Gianpiero Dalla Zuanna, Laura Fasiolo, Claudio Moscardelli, Pamela Orru, Venera Padua, Angelica Saggese e Francesco Scalia) arriva la richiesta con un disegno di legge di stanziare più risorse per i figli a carico.

«Il disegno di legge che sta per essere votato in commissione finanze al Senato - spiegano - sostenuto da cinquanta senatori PD, va in questa direzione. Diamogli precedenza e il Governo lo faccia suo, migliorandolo, entro la futura legge di bilancio. Oltre la pubblicità, è tempo di scegliere le priorità».

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