SCELTA DEL GOVERNO

Sisma, ipotesi Errani come commissario: suo il "Modello emiliano"

BOLOGNA. Vasco Errani è l'uomo a cui il Governo guarda per guidare la ricostruzione in Centro Italia. Lui, pragmatico di poche parole, non commenta ipotesi. Ha deciso che per parlare bisogna prima vedere la situazione, vedere le pietre lasciate a terra dal terremoto. Sarà designato per il modello che ha costruito, come Commissario, nella sua regione colpita dal sisma nel 2012. Modello basato su tre pilastri: solidarietà, istituzioni e legalità. E su un 'no' secco alle New Town, perchè le comunità devono restare al loro posto.

Oggi in Emilia non tutto è fatto, ma 25 dei 60 comuni colpiti hanno completato la ricostruzione di case e imprese, i nuclei familiari assistiti sono passati da oltre 19.000 a 2.491, le persone che ancora alloggiano in moduli temporanei sono 280. È vero, molti centri storici e beni culturali ancora attendono. Il meccanismo dei rimborsi è stato accusato di essere troppo complicato. Chi ancora non ha una casa giustamente si lamenta. Ma in quelle terre si dice con orgoglio che «l'Emilia ha tenuto botta».

La ricetta di questo risultato la spiegò Errani stesso due anni fa. Alla base c'era stata la reazione della gente, che «si è data da fare e si è dimostrata solidale. Bisogna rivendicare i propri diritti ma bisogna anche darsi da fare». Poi, era stato il risultato di un gruppo non di un «uomo solo al comando».  Fondamentale era infatti stata la collaborazione tra istituzioni, sindaci in prima linea. «Perchè per agire
correttamente bisogna conoscere il territorio». E come ultimo tassello Errani mise la correttezza, per dare a tutti la certezza «di chiedere ciò di cui si ha diritto e non un euro in più».

Tre linee politiche declinate poi praticamente: le comunità sono rimaste dove erano, garantendo che ci rimanessero anche lavoro e scuole, perchè se si spostano quelli si spostano le famiglie. Compiti difficili a cui Errani ha chiamato sindaci, sindacati, docenti, organizzazioni di categoria: sono arrivati così accordi innovativi per delocalizzazioni temporanee di lavoratori, ammortizzatori sociali per permettere alle aziende di ripartire, intese per portare i negozi fuori dalle zone rosse. Il meccanismo ha responsabilizzato i Comuni nella ricostruzione, coinvolti nel vaglio dei progetti da rimborsare. Si è lavorato per la sospensione dei mutui grazie ad un
meccanismo che andasse bene alla Ue e che ha coinvolto anche la Cdp. La legalità è stata applicata con un sistema di rimborsi totalmente tracciabile, e l'apertura del Girer, il gruppo interforze contro le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione. Il 'Modello emiliano', è sempre stata la rivendicazione di Errani, avrebbe potuto fare da base ad una legge nazionale organica sulle emergenze.

Ora forse per Errani è arrivato il momento di dare quella mano che si è sempre detto disponibile a dare. Matteo Renzi, dopo le sue dimissioni, glielo aveva detto chiaro: «abbiamo molto apprezzato il tuo gesto di dignità ed orgoglio». Ma al grazie aveva aggiunto: «non pensare di cavartela in questo modo. Questo partito e questo Paese hanno ancora bisogno di te». Errani ha aspettato che la parola assoluzione chiudesse la sua vicenda penale. «Lunghi anni di sofferenza» li ha definiti. Due anni in cui anche lui, ha spiegato, ha «tenuto botta».

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