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Una ghianda nello spazio: ecco l'Era glaciale 5

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ROMA. Il povero scoiattolo Scrat c'è sempre e - neanche a dirlo - prende anche stavolta un sacco di "botte", ma soprattutto, scaraventando per sbaglio la sua amata e sfuggente ghianda nello spazio, dà inizio alla quinta avventura dell'ormai affiatatissimo gruppo di animali preistorici protagonisti dell'Era Glaciale, questa volta "In rotta di collisione".

Il nuovo episodio della saga di Blue Sky Studios e 20th Century Fox diretto da Mike Thurmeier e Galen T. Chu, che arriva nelle sale italiane il 22 agosto, si preannuncia come il più epico della serie, anche perché trasporta i piccoli fan fra spazi siderali e mondi extraterrestri. E infatti come Scrat ha dato inizio al disgelo nel primo film e in seguito nelle parti successive ha sguinzagliato i dinosauri del Mondo Perduto, ha causato la separazione dei continenti etc, ora scatena l'ultima Scrat-astrofe.

"In questo film è responsabile dell'espansione dell'universo per come lo conosciamo. È la sua personale versione del Big Bang" racconta la produttrice Lori Forte, nel team della saga dagli albori. E addirittura riuscirà a mandare contro la Terra un enorme asteroide. "Questo film - racconta Pino Insegno, che ruggisce sotto i denti a sciabola della tigre Diego accanto al bradipo Sid-Claudio Bisio da quasi 15 anni - è molto più importante e molto più profondo di quello che può sembrare, come tutti i film d'animazione dell'ultima generazione.

Ma l'Era Glaciale ha un merito particolare: è stato il primo a parlare di diversità e di accettazione della diversità. Ci si può amare ed essere amici anche se si è completamente diversi a cominciare dalla religione, dalla pelle, dal sesso. Sono valori assai profondi che toccano tutti. Perché un bambino davanti al film si diverte ma un grande si commuove".

E in questo scenario apocalittico a livello globale, c'è la "piccola tragedia" del mammut burbero dal cuore tenero Manny: l'amatissima figlia Pesca infatti si innamora e vuole sposarsi. "In questo film - racconta Filippo Timi, che dà la voce al mammut - Manny prova a crescere, prova a essere papà. Ma è assai difficile essere un padre per quando hai una figlia adolescente che chissà cosa combina...". ù

Ancora più difficile secondo Timi il lavoro del doppiatore: "Da appassionato di cartoon, conosco benissimo le voci di Pino e Claudio e trovarmici in mezzo è un onore, come giocare nella nazionale. Vedendo giocare uno bravo, poi impari e avendo a fianco due super attori come loro... Ci tengo a dire "attori", perché c'è la convinzione un po' str... che doppiare sia qualcosa di meno che recitare. Ebbene vi posso dire che non ho mai pianto come quando ho doppiato il mammut. E' un lavoro serio, difficile, da attore".

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