Martedì, 12 Dicembre 2017
RIO DE JANEIRO

La prima medaglia dell'Italia è siciliana: la catanese Fiamingo argento nella spada

RIO DE JANEIRO. Rossella è d'argento, ma sul viso non scendono lacrime di gioia. Ad un certo punto la vittoria della siciliana nella finale olimpica di Rio della spada sembrava cosa fatta, a spese dell'ungherese Enmese Szasz, e invece sull'11-7 per l'azzurra, al terzo assalto, la situazione si è capovolta e la magiara ha vinto per 15-13.

"Sull'11-7 mi sono detta 'me ne mancano quattro' - racconta l'azzurra - ed è stato il mio errore più grande. Avrei dovuto andare avanti una stoccata alla volta, e ora ho qualche rimpianto anche se una medaglia olimpica, seppure d'argento, mi rende comunque contenta. I Giochi sono un'altra cosa rispetto ai Mondiali, un podio qui pesa molto di più".

Ora anche se non ha vinto giura che si taglierà ugualmente i capelli, "e me li tingo di rosa", segno che ha voglia di fare festa anche se ha perso quando le sembrava di essere già sul gradino più alto del podio. Anche perchè il torneo olimpico di spada aveva visto cadere una alla volta altre favorite, come Xu, Berbas e le russe, e a quel punto per la bicampionessa del mondo sembrava fatta. Invece è spuntata questa ungherese che non molla mai e quindi brava nelle rimonte, e per l'appuntamento con il grande sogno ci si rivede tra quattro anni a Tokyo.

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"Un giorno vorrei diventare come Valentina Vezzali - dice ancora la Fiamingo -, ma ho capito che mi manca ancora tanto. Mi sono illusa di essere come lei solo per un attimo, nella scherma bisogna dare sempre il 100% e io non l'ho fatto".

Ci era però riuscita nella semifinale contro la cinese Sun Yiwen, poi bronzo, quando sotto per 8-11 a 29 secondi dalla fine la Fiamingo aveva trovato dentro se stessa la forza per pareggiare e poi battere la rivale all'overtime. L'impresa è servita fino a un certo punto, ma la vita va affrontata guardando il bicchiere mezzo pieno e per questo dopo la finale la ragazza siciliana sorride e racconta dei complimenti che le ha fatto il Premier Matteo Renzi, venuto a tifare per lei nell'Arena Carioca.

"Mi ha fatto i complimenti per la medaglia. E' da questa mattina che mi manda messaggini, dopo che passavo ogni turno mi scriveva 'forza'; ma a un certo punto ho smesso di guardarli perchè mi mettevano ansia". Niente oro olimpico numero 200 per l'Italia ma rimane il fato che il primo podio arriva ancora una volta dalla scherma, serbatoio inesauribile di soddisfazioni in virtù di una grande tradizione. Alla fine il messaggio di giornata è proprio questo: puoi cadere rovinosamente in bicicletta mentre sei primo, o non azzeccare più un tiro con la carabina o con arco e frecce, però troverai sempre qualcuno con spada, sciabola o fioretto che apre il sorriso alla speranza

 

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