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STATI UNITI

L'attentatore di Reagan tornerà libero dopo 35 anni

WASHINGTON. «Non è più pericoloso per sè e per gli altri». Sono passati oltre 35 anni da quando John W. Hinckley Jr tentò di assassinare il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan fuori da un hotel di Washington che in città viene ancora indicato come «l'albergo dell'attentato a Reagan», come ad evocare uno degli 'incubi americani'.

Hinckley oggi ha 61 anni e secondo un giudice federale può lasciare l'ospedale psichiatrico dove è rimasto dal suo arresto per vivere con la madre a Williamsburg, in Virginia. Una decisione che piomba nel mezzo di una infuocata campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti dominata dal dibattito sulle controllo delle armi.

Il candidato repubblicano Donald Trump si è già espresso: «Non avrebbe dovuto essere liberato», ha detto senza esitazione, mentre tornano alla mente di generazioni di americani quelle drammatiche immagini trasmesse in tv quel 30 marzo del 1981 che fece temere ancora il buio per un paese ancora alle prese con i suoi traumi e i suoi fantasmi.

Così ritornano, in altra forma forse, ma con una lunga scia di sangue che non sembra interrompersi, nonostante l'ostinazione a non considerarla la 'nuova normalità cui ha dato voce a più riprese anche il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Nel 1981 a far scattare la violenza folle fu l'ossessione di Hinckley per l'attrice Jodie Foster. Con il suo gesto estremo voleva attirare la sua attenzione. Colpì l'addetto stampa del presidente, James Brady, l'agente del secret service Tim McCarthy e l'agente di Polizia Thomas Delahanty. Si salvarono, ma Brady rimase paralizzato e fino alla sua morte nel 2014 si dedicò a campagne per il controllo delle armi. Il processo ad Hinckley durò otto settimane, gli fu riconosciuta la piena insanità mentale da cui il verdetto di non colpevolezza che suscitò una dura ondata di proteste e un attivismo che portò a modificare le leggi fino a rendere sempre più difficile la difesa per insanità mentale, oggi una rarità e tra l'altro con scarse possibilità di successo in tribunale.

L'ordine emesso dal giudice sarà effettivo dal prossimo 5 agosto e prevede una serie di restrizioni, oltre all'obbligo di trattamenti, che potranno tuttavia essere progressivamente sollevati dopo 12-18 mesi, fino a consentire eventualmente che l'attentatore di Reagan viva libero dai controlli del tribunale per la prima volta da quando fu rinchiuso nella struttura psichiatrica.

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