Lunedì, 25 Settembre 2017
L'ANALISI

La politica resta ferma, ma i rifiuti corrono
In Sicilia l'emergenza continua

di
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Giovanni Pepi

Sicilia e rifiuti, l’emergenza continua. Questa dopo le altre. Sempre. Ora i lettori scrivono, segnalano, denunciano, inviano foto con parole di rabbia. La puzza invade le spiagge. Si parla di immondizie bagnandosi a mare. Registriamo le vostre voci. Continuate a segnalare. I nostri spazi sono vostri. Speriamo così che le cose che dite siano lette e sentite da loro. Dai governanti eletti per dare risposte. Stiamo insieme. Qualcosa deve muoversi.

Emergenza rifiuti in Sicilia: le foto dei lettori. Ecco come inviare le segnalazioni

Perché è qui il punto cruciale, oggi. Scoraggia, anzi sconforta, l’inesistenza della politica. Si progettano riforme, poi ci si ferma. Si parla di termovalorizzatori. Ora, a quanto pare, non si fanno più. Tutto questo in un contesto in cui tutti litigano con tutti. Vediamo posizioni diverse, talora o spesso in conflitto tra loro, emergere all’interno dello stesso governo, tra governo e comuni, tra dirigenti e assessore, tra operatori e funzionari. Si è al caos.

Dinanzi ad una emergenza così acuta, che rischia di causare insicurezza igienica nelle città e colpire il turismo, comparto trainante nella nostra regione, ci si aspetterebbe una straordinaria capacità di fare squadra. Invece si chiacchera, ci si agita, si polemizza, ci si scontra ma non si produce nulla. Così, con la politica che resta ferma, i rifiuti corrono.

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