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L'assessore alle Attività produttive, Mariella Lo Bello
REGIONE

Consorzi Asi, arrivano i commissari: ecco i nomi

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Si tratta di incarichi molto delicati ma che rappresentano una fase di transizione. Entro la fine di giugno infatti l’assessore Mariella Lo Bello potrà nominare anche dei veri e propri commissari liquidatori che avranno poteri molto più ampi

PALERMO. Consorzi Asi, arrivano i commissari della Regione. L’assessorato alle Attività Produttive ha nominato 6 dirigenti interni che dovranno avviare la difficile e definitiva chiusura degli enti che gestivano le 11 aree di sviluppo industriale.

Dei consorzi di Palermo ed Enna si occuperà Antonino Montalbano. A Gela e Caltanissetta arriva Francesco Gallo. Gaetano Collura si occuperà di Catania e Caltagirone. Carmelo Viavattene gestirà il consorzio di Messina, Dario Castrovinci quelli di Siracusa e Ragusa e Salvatore Callari terrà le redini degli enti di Trapani e Agrigento.

Si tratta di incarichi molto delicati ma che rappresentano una fase di transizione. Entro la fine di giugno infatti l’assessore Mariella Lo Bello potrà nominare anche dei veri e propri commissari liquidatori che avranno poteri molto più ampi.

L’obiettivo dell’assessorato – previsto nelle recenti leggi con cui governo e Ars hanno previsto di mettere ordine nel settore – è recuperare il maxi deficit accumulato negli ultimi anni da questi enti: le stime indicano un buco complessivo di circa 300 milioni che cresce al ritmo di 100 mila euro al mese. I commissari e i futuri liquidatori dovranno avviare la vendita dei beni mobili e immobili dei Consorzi Asi per far cassa. Un modo per evitare che l’Irsap, l’istituto centrale che ha ereditato la gestione delle aree industriali siciliane non venga caricato di pesi economici. Anche l’Irsap infatti è in una fase embrionale e sono ancora bloccate da pastoie burocratiche le nomine dei vertici.

I commissari dei consorzi Asi dovranno affrontare anche il tema del trasferimento del personale verso il nuovo istituto e in particolare dovranno risolvere il nodo dei precari, che rischiano di non trovare spazio al termine della riforma.

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