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Palazzo Butera: una nuova vita come museo d'arte classica e moderna

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Uno dei saloni durante il restauro
Uno dei saloni durante il restauro

PALERMO. È un palazzo onnivoro, parla e ti ascolta.

Il progetto di restauro è nato ascoltandolo, guardandolo con un occhio che trova dissonanze e allusioni insieme. Strano? Forse no, pensando che Palazzo Butera si scrolla ferocemente di dosso la polvere e si sistema comodamente sul lettino del restauratore. E forse anche su quello dello psicologo visto che perderà del tutto la sua aura di palazzo storico per divenire uno straordinario museo di arte contemporanea.

Accoglierà infatti tra un paio d'anni - il termine è 2018, in tempo per Manifesta 12 -la collezione Valsecchi, di cui pochi conoscono i contorni.

È bastato vendere un Richter a Massimo e Francesca Valsecchi, per acquistare Palazzo Butera: che diventerà insieme spazio per mostre temporanee, per la collezione e residenza. Palermo comunque ringrazia Milano: nel 2012 i due collezionisti - insieme da una vita, raccolgono opere d' arte contemporanea dagli anni '70, innovativi onnivori come è oggi Palazzo Butera - avviarono infatti contatti con il Mudec per donare la loro incredibile raccolta, ma non trovarono un accordo con l' amministrazione comunale. E iniziarono a guardarsi attorno. Il resto è storia di questi ultimi due anni: Massimo e Francesca Valsecchi conoscono Marco Giammona che ha già restaurato Palazzo Sambuca e Palazzo Moncada con un occhio attento all' arte contemporanea. Ed è Giammona a far loro scoprire Palazzo Butera che è già sul mercato. Poi è bastato vendere un Richter: il palazzo è stato acquistato ed è stato avviato il progetto di restauro firmato da Marco Giammona con disegno degli allestimenti di Giovanni Cappelletti. Un progetto che ha ricevuto l' appoggio del sindaco Leoluca Orlando e dell' assessore alla Cultura Andrea Cusumano. È lo stesso Orlando a benedire l' iniziativa «che dota di un nuovo museo la città che è grata a chi ha scelto di investire su di essa».

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