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Sciopero, non c'è intesa tra i lavoratori di Sviluppo Italia: fermo il bando

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PALERMO. Slitta a domani la decisione dei dipendenti di Sviluppo Italia Sicilia sulla possibile revoca dello sciopero. I lavoratori chiedono di rilanciare la società regionale che è stata posta in liquidazione ma protestando hanno bloccato il cosiddetto accreditamento, cioè il procedimento che autorizza gli enti di formazione a organizzare i corsi.

L'assessore Bruno Marziano aveva dato in settimana l'ultimatum ai lavoratori chiedendo loro di tornare immediatamente al lavoro o avrebbe revocato la commessa. Al momento infatti la protesta tiene congelato un bando da 45 milioni che prevede lezioni per 5 mila allievi e l'impiego di un migliaio di formatori.

I dipendenti si sono riuniti in assemblea per decidere ma venerdì non hanno raggiunto un'intesa. Così il voto è slittato a lunedì. I lavoratori hanno incontrato anche il commissario liquidatore, Andrea Vincenti, che li ha rassicurati sulle intenzioni del governo di voler quanto meno provare a sanare il buco in bilancio.

Una crisi che aveva spinto l'esecutivo a mettere in liquidazione la partecipata che si occupa di assistenza alle imprese, ma per i dipendenti il problema è legato al mancato affidamento di commesse da parte dei dipartimenti. Ed è alla ricerca di commesse che il liquidatore si sta muovendo per capire se ci sono i margini per rilanciare la struttura. Prima, però, i lavoratori dovranno tornare dietro alla scrivania e sbloccare l'iter dell'accreditamento. Le rassicurazioni dell'assessore Marziano e del liquidatore dovrebbero spingerli a sospendere lo sciopero almeno per una settimana.

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