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Rifiuti in Sicilia, Faraone: "Allarme in zona Cesarini e ci vuole una riforma"

Il sottosegretario: "Stop a 27 Ato, ma ce ne vuole uno solo che regola e controlla il servizio"

Il sottosegretario Davide Faraone

PALERMO. «Rifiuti: l'emergenza isolana che va di moda in questa stagione. Ma delle caratteristiche dell'emergenza non ha un bel niente, visto che è una situazione che si protrae da anni sempre allo stesso modo. Come al solito allarme rosso in piena zona Cesarini».

Lo scrive su Facebook il sottosegretario dell'Istruzione Davide Faraone. «Bisogna intervenire in maniera chiara, coraggiosa e nell'interesse dei cittadini. - aggiunge - Il governo nazionale è dalla parte della Sicilia, è pronto a fare la sua parte, anche questa volta, ma vanno messe in campo riforme serie e strutturali. Niente galleggiamenti. Qui i cittadini pagano tanto, per avere un servizio pessimo».

«Risolvere l'emergenza rifiuti in Sicilia vuol dire non più 27 Ato ma uno soltanto che regola e controlla il servizio dei rifiuti. - dice - Un ente che, in coerenza con la normativa comunitaria, affidi il servizio o tramite l'esternalizzazione o tramite l'affidamento in-house o ancora costituendo società mista». «Vuol dire rendere efficiente il sistema, eliminando gli sprechi, attraverso una riforma della governance: - afferma - all'interno di questo unico ente di governo solo i sindaci, quindi nessun compenso aggiuntivo. Niente poltrone e gettoni di presenza. Vuol dire un modello che si occupi dei lavoratori, prevedendo un albo unico, al quale si accede per merito non per conoscenza».

Per Faraone: «Vuol dire eliminare i cassonetti, potenziare la differenziata, dire sì a impianti altamente tecnologici a zero emissioni (esattamente in linea con quanto sta facendo il governo nazionale con lo Sblocca Italia), aumentare le isole ecologiche e incentivare con dei bonus che contribuiscano a ridurre le tasse comunali. Il governo nazionale non si tira indietro e sarà a fianco della Sicilia per sostenerla in questo cammino».

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