LAVORO, regione, sportellisti, Sicilia, Economia
REGIONE

Un piano per salvare i 1.700 ex sportellisti

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Via libera in commissione Bilancio alla proposta dell’assessore Miccichè

PALERMO. Gli ex sportellisti lavoreranno a supporto dei Centri per l’Impiego, svolgeranno attività che richiedono particolari competenze ma lo faranno attraverso agenzie ed enti regionali che li potranno selezionare tramite bandi pubblici: così la Regione proverà a salvare i 1.700 lavoratori della formazione esperti in politiche del lavoro.

Si tratta di una platea di persone che negli ultimi anni non ha più trovato una collocazione stabile e che negli ultimi mesi ha protestato duramente con sit-in permanenti e sciopero della fame. L’obiettivo era quello di essere assorbiti nei Centri per l’Impiego.

In commissione Bilancio all’Ars era nato però uno scontro sull’uso delle risorse, dal momento che questo bacino costerebbe circa 50 milioni l’anno col rischio di assorbire l’intero budget dei fondi destinati ai poveri.

Ieri in commissione Bilancio l’assessore Gianluca Miccichè ha portato la proposta definitiva, che è stata valutata dagli uffici per essere giuridicamente inattaccabile e che ha ricevuto il via libera di tutti gli altri partiti politici di maggioranza e opposizione. La proposta prevede che intanto l’assessorato nell’arco di un mese istituirà un elenco a esaurimento nel quale i lavoratori dovranno iscriversi. In questo modo sarà effettuato un nuovo conteggio dei lavoratori che, secondo l’assessorato, potrebbero essere in numero ben inferiore ai 1.700 iniziali e dunque potrebbero costare di meno.

Quindi la norma proposta dal governo prevede di armonizzare e adeguare le norme regionali sulle politiche del lavoro a quelle nazionali. In questo modo si creerebbe il terreno giuridico e normativo giusto grazie al quale poter sfruttare questo personale. Questa norma servirà però soprattutto a sfruttare un ingente stanziamento nazionale da 2,5 miliardi di euro che in parte potrà essere destinato anche alla Sicilia e sfruttato per pagare proprio gli sportellisti attraverso progetti mirati.

A quel punto scatterà la fase due, quella che prevede il vero e proprio utilizzo di questo personale. Gli uffici del Lavoro hanno appurato che utilizzare direttamente questo personale per potenziare i Centri per l’Impiego sarebbe stata una strategia perdente: a Roma non avrebbero mai approvato un piano che prevede l’utilizzo di 1.700 persone in 66 uffici dove già lavorano altri 1.760 più i lavoratori regionali.

La Lombardia, spiegano dall’assessorato per fare un esempio, ne ha 700. Gli sportellisti saranno dunque utilizzati tramite enti in house come il Ciapi di Priolo o le Agenzie per il lavoro già selezionate dall’assessorato. Nei bandi pubblicati dalla Regione sarà inserita una clausola che garantirà una corsia preferenziale agli sportellisti che potranno essere assunti prioritariamente.

Qualunque altra soluzione, spiegano dall’assessorato, non sarebbe stata giuridicamente possibile perché l’assunzione diretta è vietata e in ogni caso le procedure concorsuali devono essere pubbliche.

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