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Ex Province senza soldi, i dipendenti sul piede di guerra

I dipendenti chiedono una rapida approvazione della legge per avere certezza del loro futuro e non rischiare la mobilità qualora dovesse proseguire il braccio di ferro Regione-Stato

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PALERMO. I dipendenti delle nove ex Province siciliane attueranno un nuovo presidio di protesta a Palermo, mercoledì prossimo, alle 16, in coincidenza con la ripresa dei lavori parlamentari all'Ars dove sarà in discussione il disegno di legge sui Liberi Consorzi Comunali.

I dipendenti chiedono una rapida approvazione della legge per avere certezza del loro futuro e non rischiare la mobilità qualora dovesse proseguire il braccio di ferro Regione-Stato. A peggiorare il quadro, la situazione finanziaria degli enti che per il prelievo forzoso statale di 180 milioni sono tutti in predissesto e ora sono a rischio gli stipendi dei dipendenti. A Siracusa non sono stati pagati gli stipendi di febbraio e marzo.

La crisi delle ex Province è così grave  che per questo motivo nelle scorse settimane due dei nove commissari scelti appena qualche mese fa dal governo si sono dimessi.

Lo stanziamento di 230 milioni approvato nell’ambito della Finanziaria non risolve i problemi di cassa, che potrebbero portare a breve al licenziamento dei precari e alla mobilità per i dipendenti di ruolo.

A lasciare l’incarico sono stati Marcello Maisano (Agrigento) e Alessandra Diliberto (Caltanissetta). Ma, secondo insistenti boatos, anche altri commissari sarebbero pronti a dimettersi. Non a caso tutti e 9 appena la settimana scorsa avevano firmato una lettera in cui denunciavano la crisi irreversibile delle ex Province e l’esigenza di dover attuare provvedimenti dolorosi.

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