Il Libro della giungla torna in 3d: al cinema tra Kipling e Avatar

ROMA. Rispecchiare lo spirito del capolavoro letterario di Rudyard Kipling ma anche l'aspetto surreale, sognante e 'musicale' della versione animata Disney del 1967, mescolando live action, motion capture e cg animation, e guardando a modelli come Gravity e Avatar. E' stato il punto di partenza per il regista Jon Favreau (Iron man) nel realizzare Il libro della giungla 3d, megaproduzione da circa 150 milioni di dollari, nelle sale dal 14 aprile con The Walt Disney Company Italia.

Fra le voci originali Bill Murray e Scarlett Johansson, e fra quelle italiane, Toni Servillo e Giovanna Mezzogiorno. Il film 'batte', come data di debutto, l'altro adattamento live action/motion capture della storia in cantiere, che però sarà più 'adulto' e centrato sul libro di Kipling, 'Jungle Book: Origins' diretto da Andy Serkis (attore 'specializzato', nel rendere personaggi in motion capture, da Gollum per la saga de Il signore degli anelli e The Hobbit a Snoke nel nuovo Guerre Stellari), con Christian Bale, Benedict Cumberbatch e Cate Blanchett, che uscirà negli Usa a ottobre 2017.

Nella versione di Favreau, rivive, pensata per un pubblico di tutte le età, la storia di Mowgli, giovane cucciolo di uomo allevato nella giungla da una famiglia di lupi, che viene costretto a partire quando la tigre Shere Khan, segnata dalle cicatrici dell'uomo, minaccia di eliminarlo per evitare che diventi un pericolo per il loro mondo. Mowgli s'imbarca così in un viaggio alla scoperta di se stesso, guidato dalla pantera Bagheera e dallo spensierato orso Baloo.

Grazie a un'innovativa tecnica di animazione fotorealistica, il team Disney, e i maestri in effetti Cg della Weta e della Mpc, hanno costruito intorno all'unico attore in carne e ossa, il piccolo newyorchese Neel Sethi (trovato dopo oltre 2000 provini) nei panni di Mowgli, i protagonisti animali 'digitali', tanto realistici quanto creati armoniosamente, nei tratti, con gli attori che gli danno le voci originali. Fra gli altri, Bill Murray per Baloo (con tanto di momento musicale in omaggio alla versione animata), Ben Kingsley per Bagheera, Idris Elba per Shere Khan, Christopher Walken per il gigantopiteco Re Louie, Scarlett Johansson per il pitone Kaa, Lupita Nyong'o per la mamma lupa Raksha. Nella versione italiana, troveremo invece le voci, fra gli altri, di Toni Servillo (Bagheera), Neri Marcorè (Baloo), Giancarlo Magalli (Re Louie), Giovanna Mezzogiorno (Kaa), Violante Placido (Raksha).

''Il pezzo finale del puzzle è stato far parlare gli animali senza antropomorfizzarli troppo - ha detto il regista presentando qualche scena alla stampa americana -. Abbiamo osservato gli animali e non li abbiamo mai fatti comportare in modi che normalmente non gli sarebbero appartenuti''. Favreau aveva in mente per la resa del film il realismo di Gravity e l'innovazione portata da Avatar, ''che mi ha fatto capire per la prima volta la grandiosità che poteva avere il 3d sul grande schermo. Da allora, il 3d è stato un grande affare per Hollywood ma non credo qualcuno abbia mai superato quei livelli. Così abbiamo girato in 3d nativo usando il sistema che Jim (Cameron, ndr) ha contribuito a sviluppare e tutta quella tecnologia che non è realmente stata usata fino ad ora''.

Quando fai un film, ''vuoi comunicare delle emozioni. Non vuoi solo sbalordire con lo spettacolo - ha detto il regista -. Per me come filmmaker se non torni ai vecchi miti raccontandoli in una maniera nuova, non sei interessante, non stai creando il tipo di storia che mi diverto a realizzare, spendendoci anni di vita''.

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