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FORMAZIONE

Ai 1700 ex sportellisti i fondi per i poveri: all'Ars si spacca la commissione Bilancio

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Nuove polemiche sulla proposta di utilizzare 45 milioni di euro di fondi europei per gli operatori che da mesi non percepiscono indennità

PALERMO. I 45 milioni di euro di fondi europei destinati al sociale, per poveri e disoccupati, da utilizzare per i 1.700 ex sportellisti, operatori della formazione esperti in politiche del lavoro da tempo senza lavoro. Una proposta che ha spaccato la commissione Bilancio all’Ars scatenando nuove polemiche. “Non possiamo utilizzare tutte le somme destinate alla fragilità solo per questo bacino, servono altre risorse” ha detto Claudia La Rocca dei Cinque Stelle.

I deputati ne stanno discutendo in commissione Bilancio all’Ars guidata da Vincenzo Vinciullo dove in questi giorni si stanno affrontando tutte quelle proposte rimaste fuori dalla Finanziaria per carenza di fondi.
Una di queste riguarda il salvataggio dei circa 1.700 ex addetti agli sportelli multifunzionali. Dal 2010 al 2013 questi lavoratori, che rappresentano una costola della galassia della formazione professionale, hanno partecipato a un progetto triennale che una volta scaduto non è stato più rinnovato. Da allora la Regione ha proposto interventi tampone ma ormai da parecchi mesi questi precari non percepiscono più alcuna indennità.

In occasione dell’ultima finanziaria alcuni di loro hanno iniziato una protesta a oltranza e lo sciopero della fame e adesso in commissione Bilancio è iniziato il dibattito su come salvarli. L’idea di fondo è quella di utilizzarli a supporto dei Centri per l’impiego, ma l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, è stato chiaro: “Bisogna prima capire qual è il vero fabbisogno di questi uffici che contano già quasi duemila dipendenti”. Ma i deputati la pensano diversamente. Vinciullo ha chiarito ad esempio che “va trovata una soluzione per salvaguardare tutto questo bacino”.

Dello stesso avviso Santi Formica della Lista Musumeci, per il quale “è l’Europa che ci chiede di potenziare i Centri per l’impiego e gli ex sportellisti hanno le competenze giuste per farlo. Non capisco perché sono state salvaguardate tante altre categorie e non questa che forse ne ha più di diritto di altri”. Ma in commissione è emerso che a livello finanziario servono almeno cinquanta milioni di euro: “Questo personale – ha spiegato la dirigente generale del Lavoro, Maria Antonietta Bullara – costerebbe in media 27 mila euro l’anno ma tra loro c’è chi percepisce meno di mille euro al mese e chi prende invece più di un dirigente regionale”.

Motivo per cui secondo Giovanni Panepinto del Pd e secondo Vinciullo le indennità andrebbero uniformate a un’indennità media uguale per tutti. Fatto sta che questi lavoratori costano almeno 50 milioni l’anno. Il Fondo sociale europeo mette a disposizione giusto 45 milioni di euro. “Cosa sacrifichiamo per pagare gli sportellisti?” ha chiesto il renziano Luca Sammartino. La risposta è stata chiara: tutto il resto , iniziative per poveri e altre categorie di svantaggiati. La seduta è stata rimandata alla prossima settimana, quando arriveranno in commissione dati più precisi e la politica dovrà prendere una decisione.

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