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REGIONE

Indagine sui 23mila forestali in Sicilia:
condanne per mafia e incendi dolosi
Ecco la mappa di chi rischia il posto

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L'analisi del dipartimento del Lavoro. Con una direttiva Crocetta ha chiesto di licenziare chi ha gravi condanne

PALERMO. Operai condannati per reati di mafia, stagionali con l’interdizione dai pubblici uffici. Ma sarebbero solo 56 su oltre 23 mila i forestali con condanne tali da essere prossimi all’espulsione dal bacino. Per gli altri si tratterebbero di condanne non ancora definitive o comunque relative a reati minori.

È l’esito di una nuova verifica disposta dal dipartimento del Lavoro guidato da Maria Antonietta Bullara e in corso in queste ore: gli uffici provinciali stanno passando nuovamente ai raggi X la posizione dei lavoratori iscritti nelle graduatorie per estrapolare la posizione dei soli operai con reati gravi. Una guerra di numeri che tiene in ansia l'intero bacino dei forestali.

È emerso che sono 56 su 23 mila i lavoratori che rischiano l'espulsione: quelli per reati di mafia legati al 416 bis sono 17: uno è a Caltanissetta, cinque a Enna, nove a Palermo e due a Trapani. Sono invece 39 i forestali con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici: tre sono ad Agrigento, undici a Caltanissetta, cinque a Enna, sette a Messina e sette a Palermo, tre a Siracusa e tre a Trapani.

Dunque il numero dei forestali che rischiano di non poter firmare più un contratto calerebbe vistosamente. Una prima verifica, ad esempio, aveva fatto emergere in tutto una cinquantina di operai condannati per reati di mafia e addirittura a Palermo dieci forestali con condanne per incendio doloso, 16 per associazione mafiosa e 29 hanno l’interdizione dai pubblici uffici. A Catania erano spuntate invece 12 condannati di cui tre per incendi dolosi e gli altri per reati vari contro la pubblica amministrazione. In realtà in tutta la Sicilia le situazioni più delicate sarebbero solo 56. Numeri che il presidente della Regione, Rosario Crocetta, illustrerà in conferenza stampa.

Resta comunque da capire quali operai potranno essere espulsi dal bacino e su quali basi. Su questo fronte è in corso un dibattito tra gli uffici. Secondo una sentenza di Cassazione, il rapporto di lavoro tra Regione e forestali è pubblico per cui in caso di interdizione il contratto non può essere rinnovato. L’amministrazione vuole però essere certa di questo meccanismo e ha chiesto un ulteriore parere all’Avvocatura. Domani mattina è atteso un nuovo vertice per capire quali lavoratori escludere dalle graduatorie provinciali già pronte per essere pubblicate ma al momento congelate.

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