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Renzi: "Il reddito di cittadinanza? Un'elemosina di Stato"

ROMA. Il reddito di cittadinanza proposto da M5s sarebbe «un'elemosina dello Stato», mentre il compito della politica è «creare le condizioni perché ciascun cittadino possa avere un lavoro». Lo scrive Matteo Renzi nella e-news agli iscritti del Pd.

Renzi riferisce del suo tour effettuato negli ultimi giorni per alcune aziende italiane che stanno investendo ed assumendo dei lavoratori, ultima la Irbm Science Park a Pomezia.  «Il JobsAct - scrive Renzi - ha restituito semplicità al mercato del lavoro. Ma niente sarebbe stato possibile senza l'intelligenza e la passione di imprenditori e lavoratori. È tutto qui, il segreto del successo italiano. Gente che si impegna, gente che non si lamenta, gente che lavora. Per vent'anni il racconto dominante è stato solo di quelli che non ce la facevano più. Eppure c'è tanta bella gente che continua a crederci. A provarci. A riuscirci. Dare una chance all'Italia che ci prova: questo il senso del JobsAct». «Qualche forza politica vorrebbe dare uno stipendio a tutti i cittadini - aggiunge Renzi - per il solo fatto di essere cittadini. Io penso che compito della politica sia creare le condizioni perché ciascun cittadino possa avere un lavoro, non un'elemosina dello Stato: questo è il valore profondo dell'articolo 1 della Costituzione. Impegno, lavoro, sudore, fatica, innovazione, ricerca. Non concessioni statali». «Aiutando chi non ce la fa - scrive ancora il premier - (con misure come quelle che abbiamo inserito anche in questa stabilità, a partire dal contrasto alla povertà educativa e minorile). Ma stimolando gli italiani a provarci, non solo a lamentarsi. Se tutti ce la mettiamo tutta, diventiamo il Paese guida in Europa: lo penso dal primo giorno, ne sono sempre più convinto», conclude.

«I media si affannano a immaginare scenari di guerra italiana in Libia che non corrispondono alla realtà». Lo scrive il premier Matteo Renzi nella e-news agli iscritti del Pd. «Questo non è il tempo - aggiunge - delle forzature, ma del buon senso e dell'equilibrio».Un eventuale «impegno italiano» in Libia, potrebbe avvenire solo «sulla base della richiesta di un governo legittimato» della Libia, e «comunque avrebbe necessità di tutti i passaggi parlamentari e istituzionali necessari».La «tragica vicenda» dei due italiani uccisi in Libia, «per la quale ci stringiamo insieme a tutti gli italiani alle famiglie delle vittime, dimostra una volta di più che la guerra è una parola drammaticamente seria per essere evocata con la facilità con cui viene utilizzata in queste ore da alcune forze politiche e da alcuni commentatori». Lo scrive il premier Matteo Renzi nella e-news agli iscritti del Pd.

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