CITTA' DEL VATICANO

"Attenzione ai giovani prigionieri di precarietà", l'appello del Papa a Confindustria

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CITTÀ DEL VATICANO. Un'attenzione maggiore ai «potenziali lavoratori», i «giovani», che, «prigionieri della precarietà o di lunghi periodi di disoccupazione, non vengono interpellati da una richiesta di lavoro che dia loro, oltre a un onesto salario, anche quella dignità di cui a volte si sentono privati».

E l'appello del Papa a Confindustria di prendersi cura di loro, insieme agli anziani e le famiglie. «Tutte queste forze, insieme, possono fare la differenza per un'impresa che metta al centro la persona», ha detto il Papa.

«Al centro di ogni impresa vi sia l'uomo: non quello astratto, ideale, teorico, ma quello concreto, con i suoi sogni, le sue necessità, le sue speranze e le sue fatiche».

«Questa attenzione alla persona concreta comporta una serie di scelte importanti: significa dare a ciascuno il suo, strappando madri e padri di famiglia dall'angoscia di non poter dare un futuro e nemmeno un presente ai propri figli; significa saper dirigere, ma anche saper ascoltare, condividendo con umiltà e fiducia progetti e idee; significa fare in modo che il lavoro crei altro lavoro, la responsabilità crei altra responsabilità, la speranza crei altra speranza, soprattutto per le giovani generazioni, che oggi ne hanno più che mai bisogno».

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