L'Orso d'Oro a "Fuocoammare", il protagonista incontra Crocetta: speriamo di svegliare le coscienze

PALERMO. Continua a raccogliere consensi "Fuocoammare" di Gianfranco Rosi dopo la vittoria dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino.

"Abbiamo svegliato l'orso dal letargo, magari con questo riconoscimento riusciamo a svegliare anche altre coscienze".

Commenta così Pietro Bartolo, il medico lampedusano protagonista del documentario dedicato ai migranti. Bartolo ha incontrato il presidente della Regione, Rosario Crocetta, a Palazzo d'Orleans.

Intanto a Lampedusa, fervono i preparativi per i festeggiamenti organizzati dagli abitanti e dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Giusi Nicolini.

"Spero che questo film serva ad abbattere pregiudizi e rifiuti contro chi cerca solo la salvezza - ha detto Bartolo - contro l'Europa dei muri, dei fili spinati, dei recinti. Arrivare in un Paese civile come l'Europa e sentirsi negare la salvezza è terribile, è una pagina vergognosa della storia dell'umanità".

"Lampedusa merita questo premio, da 25 anni si dedica all'accoglienza senza mai lamentarsi e chiedere nulla - ha aggiunto il medico - non mi sento di condannare chi al Nord, per esempio, non ha la stessa empatia, perché magari non vive direttamente il fenomeno, credo che anche nel cuore più malvagio dell'uomo ci sia un angolino che spero questo film contribuisca a far venire fuori. Io sono solo un medico ma ognuno di noi è una goccia che può far diventare il mare potente".

"Oggi la Sicilia ha il modello più avanzato di accoglienza con standard che hanno portato il modello di accoglienza siciliano sperimentato a Lampedusa altrove. Questo premio ci inorgoglisce", commenta invece Crocetta.

"Lampedusa - ha proseguito - ha pagato un prezzo terribile, dai marinai che facevano soccorso in mare al primo modello di accoglienza nelle abitazioni degli isolani, per me funzionante. Mi è capitato di sentire da parte di alcuni settentrionali delle lamentele sui migranti, difesi dagli stessi abitanti dell'isola, ma la popolazione, a Pozzallo come a Lampedusa, spesso si è sostituita alle istituzioni quando erano assenti. E la stampa siciliana non ha mai alimentato campagne razziste".

"Siamo orgogliosi del lavoro fatto a Lampedusa, tra tante difficoltà - ha proseguito il presidente - e del fatto che questa isola accolga il 25 per cento dei migranti a fronte dell'egoismo e delle ostilità mostrate da altre regioni italiane". All'iniziativa era presente anche Antonio Candela, direttore dell'Asp 6 di Palermo, che ha collaborato con il regista.

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