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Daria Bignardi, nuovo direttore di Rai3
LE NOMINE

Nuovi direttori reti Rai, la Bignardi: "Io Renziana? Sciocchezze"

ROMA. Tutti in piedi. Per la presentazione della sua squadra Antonio Campo Dall'Orto vuole dare l'immagine plastica del dinamismo. D'altronde, c'è il più giovane direttore di rete della storia della Rai. Ci sono due donne rampanti che ha fortemente voluto alla tv pubblica. È il momento della svolta per il dg, che, forte dei nuovi poteri, tra una slide e l'altra, vuole far capire che fa sul serio. Allora via le sedie. Via anche il tavolo. Almeno in un primo momento, poi forse sarà sembrato troppo ed è riapparso subito prima del via. E per fortuna, avrà pensato Angelo Teodoli, che da Rai2 è passato a Rai4, che ci si è subito seduto sopra.

Lui i formalismi non li ha mai sopportati. Gli altri no: in piedi dall'inizio alla fine. Il dg e la presidente Monica Maggioni al centro, poi Ilaria Dallatana di Rai2 e Daria Bignardi di Rai3, Andrea Fabiani a Rai1, Gabriele Romagnoli di RaiSport in collegamento da New York e, appunto, Teodoli. Le attenzioni sono soprattutto sull'ex conduttrice del Grande fratello e delle Invasioni barbariche, vera sorpresa delle nomine e primo bersaglio degli attacchi dell'opposizione per il presunto flop del talk show su La7 e per le interviste ritenute troppo morbide a Matteo Renzi. «Quella degli insuccessi è una leggenda metropolitana - afferma -. Guardate le medie di rete, le Invasioni barbariche hanno fatto il 4% da sempre».

Poi continua su Renzi: «Nell'ultima intervista insieme non l'ho trattato benissimo, andate a rivederla e ditemi se mi si può dare della renziana. Sono veramente delle sciocchezze. Giudicateci alla fine del mandato di tre anni».  L'incarico sarà a termine, in linea con quello del dg. Poi si vedrà. Per Rai1 Campo Dall'Orto chiede «tradizione e innovazione per una rete che non può correre troppo velocemente». Rai2 «ha bisogno di più spinta perchè si trova più a confronto con tutti i prodotti nuovi che arrivano». Il ruolo di Rai3 è ancora da definire, ma - spiega il capo azienda - «la forza di un'identità molto definita con un sempre più approfondito racconto della realtà».

Anche a Rai4 spetterà spingere sull'innovazione, puntando su target giovani e giovanissimi.  I prossimi passaggi del progetto del dg sono la ricerca del chief financial officer e del direttore creativo (sono in lizza un interno e esterno), poi sarà la volta del piano industriale. Per le nomine alle testate se ne parlerà dopo le amministrative. In cda c'è stata un'ampia discussione sulle nomine, con i voti contrari del consiglieri indicati dal centrodestra Arturo Diaconale e Gianfranco Mazzuca. «Abbiamo avuto un dialogo costruttivo - sostiene il dg -. Credo che questo percorso abbia fatto capire cosa significa far parte di un Cda con le nuove regole di governance».  Le voci contrarie, anche in azienda, però non mancano. Dopo l'Usigrai e l'Associazione dei dirigenti Rai a sottolineare «la sorpresa di vedere tra i nomi che disegneranno il nuovo futuro editoriale delle tre reti generaliste un solo dirigente interno».

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