LA MADRINA DEL DDL

La Cirinnà si arrende: "Ho sbagliato a fidarmi del M5s, mi ritiro"

«Lo so che ho sbagliato a fidarmi del Movimento 5 Stelle e pagherò per questo. Mi prendo la mia responsabilità politica di essermi fidata di loro. Concluderò la mia carriera politica con questo scivolone. Ne prendo atto»

ddl Cirinnà, m5s, unioni civili, Sicilia, Politica

ROMA. «Lo so che ho sbagliato a fidarmi del Movimento 5 Stelle e pagherò per questo. Mi prendo la mia responsabilità politica di essermi fidata di loro. Concluderò la mia carriera politica con questo scivolone. Ne prendo atto». Lo ha detto la relatrice del ddl Unioni civili, Monica Ciorinnà, conversando con i cronisti nel Transatlantico di Palazzo Madama. "Tante volte ho sbagliato e tante volte ho pagato", prosegue Monica Cirinnà che, alla domanda se si fiderà mai più dei grillini risponde citando un libro di Isabella Allende «La casa degli spiriti». «Vi ricordate quando la moglie disse 'Non parlerò mai più con mio maritò e non lo fece più? Ecco, io sono come quel personaggio, ho un brutto
carattere...».

Il 2081, cioè il disegno di legge sulle unioni civili ora all'esame all'aula del Senato «lo abbiamo scritto, nella sua ultima versione, per rispettare la scadenza voluta da Renzi del 15 ottobre, io, Tonini e Lumia nella stanza di Tonini. E questa versione rappresentava l'accordo raggiunto nel Pd sulla materia. Era nel totale rispetto del programma di Governo».«Altri accordi - prosegue Cirinnà rispondendo ai cronisti - avrebbero svenduto dei diritti e questo non era possibile. Ripeto: l'accordo nel Pd e il programma di Governo sul tema erano contenuti nel testo redatto da me, Tonini e Lumia».

«Purtroppo - conclude - non è più questo provvedimento la vera materia del contendere perchè si sono aggiunte a questo questioni e politiche pesantissime...»

 

 

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