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IL DOCUFILM

Festival del Cinema di Berlino, standing ovation per Fuocoammare di Rosi

E’ una standing ovation da brivido quella ricevuta da Gianfranco Rosi in occasione della presentazione al Festival del Cinema di Berlino, unico film italiano in concorso per l’Orso d’oro

BERLINO. E’ una standing ovation da brivido quella ricevuta da Gianfranco Rosi in occasione della presentazione al Festival del Cinema di Berlino, unico film italiano in concorso per l’Orso d’oro. Lunghi applausi a scena aperta e in conferenza stampa. Fuocoammare è un docufilm di 108 minuti che ha il merito di mostrare senza veli il fenomeno dell’immigrazione nel tratto del Canale di Sicilia, in particolare quello di fronte l’isola di Lampedusa. Il documentario getta una luce triste che va oltre il puro realismo. La storia si sviluppa in due direzioni, da un lato c’è la vita di Samuele, un ragazzino di dodici anni, ansioso e intelligente che vive sull’isola una vita normale; dall’altro lo Stato italiano, alle prese con un fenomeno incontenibile d’immensa gravità.

Le stime per il breve tratto di mare che separa l’Italia dall’Africa parlano, infatti, di 15.000 morti ogni anno, nonostante i programmi mare Nostrum e Frontex abbiano spostato l’attività di sorveglianza sin quasi alle coste libiche. Un dato shock che non lascia spazio alla retorica. Le immagini si susseguono in maniera cruda mostrando uomini e donne alle prese con la morte e con la sofferenza senza soluzione di continuità, una condizione che inizia prima del viaggio e che molto probabilmente proseguirà dopo, se sopravvissuti. Fanno male le sequenze girate con i militari in tuta e mascherina, i barconi e le decine di cadaveri. Fa male ascoltare dalla viva voce di Pietro Bartolo, responsabile del presidio sanitario di Lampedusa, delle ispezioni di cadavere su donne e bambini, commuove la sincera e instancabile ospitalità dei lampedusani. Nei frammenti della vita di Samuele è amaro il sorriso per l’ “occhio pigro”, un difetto fisico che il medico oculista proverà a correggere bendando l’occhio “buono” e così obbligare il malato a lavorare di più. Samuele, con l’ingenuità del bambino sveglio, con il suo occhio pigro, con la sua contagiosa italianità, buca lo schermo ed è la metafora di una responsabilità politica mondiale, non tanto quella italiana, poco sveglia per occuparsi del problema. Rosi è straordinario nello scrutare il mare e rappresentarlo quale grigio sudario di una mattanza vergognosa e criminale.

Titolo: Fuocoammare (Fire at sea)
Regia: Gianfranco Rosi
Sceneggiatura: Gianfranco Rosi, da una idea di Carla Cattani
Durata: 108 min.
Produzione: Donatella Palermo / Stemal Entertainment; 21uno Film; Istituto Luce Cinecittà; Rai Cinema; Les Films d‘Ici; Arte France Cinéma
Anno: 2015

Con:
Samuele Pucillo
Mattias Cucina
Samuele Caruana
Pietro Bartolo
Giuseppe Fragapane

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