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RUGBY

Sei nazioni, un'Italia coraggiosa battuta dalla Francia di misura all'esordio

PARIGI.  L'illusione azzurra è finita quando il drop di Parisse si è spento poco distante dai pali, a tempo abbondantemente scaduto, mentre l'intera Francia ha potuto tirare un sospiro di sollievo guardando il tabellone che segnava 23-21. L'Italia del rugby ha sfiorato l'impresa nella prima giornata del 6 Nazioni in uno Stade de France tornato a vivere tre mesi dopo il terrore del 13 novembre, quando tre kamikaze islamici cercarono di fare strage tra gli spettatori dell'amichevole di calcio Francia-Germania.

Il presidente Francois Hollande allora era in tribuna d'onore, che fu evacuata in gran fretta. Appassionato di rugby, oggi è tornato anche per scacciare gli incubi del passato, insieme con circa 65mila spettatori che hanno vinto le paure e atteso con pazienza di raggiungere le tribune tra imponenti misure di sicurezza. Una volta seduti il più sembrava fatto, tra una commossa 'Marsigliesè e coreografie tricolori, visto che c'era grande fiducia in un XV francese rinnovato ma di qualità, chiamato a riscattare subito un Mondiale deludente contro un'avversaria storicamente perdente. La partita si è invece rivelata una sofferenza per i tifosi, per Hollande ma soprattutto per i Bleus del nuovo tecnico Guy Noves. L'Italia ridisegnata da Jacques Brunel, con quattro esordienti in campo e due in panchina, una prima linea di ragazzini e una mediana inedita, trascinata da capitan Parisse li ha obbligati a lungo alle corde, tenendo il risultato in bilico fino all'ultimo.

Gli azzurri hanno fatto capire subito di essere diversi dalla solita squadra che in Francia ha sempre perso con distacchi consistenti. Con un avvio a testa bassa, già all'8' Canna ha portato avanti l'Italia con un drop da trenta metri. Sembrava il solito fuoco di paglia, dato che al 15' l'attesissimo Vakatawa è andato in meta, accendendo l'entusiasmo, ma gli azzurri hanno continuato ad aggredire ogni pallone, occupando spesso la metà campo francese. Proprio il capitano è andato a segno al 26' sfruttando il lavoro degli avanti, bagnando così il suo 115/o cap. Il punteggio è rimasto basso, anche perchè i calciatori non vedevano i pali, e la Francia lo ha fissato sul 10-8 al 40' grazie alla meta di Chouly al 33'. La ripresa, storicamente punto dolens degli azzurri, li ha visti invece pimpanti. Canna è diventato protagonista, prima con un calcio piazzato, poi con una meta che ha trasformato portando l'Italia sul 18-10 al 60.

La Francia soffriva, ma spinta dal pubblico che intonava la Marsigliese è tornata avanti con une meta di Bonneval (15') trasformata da Plisson, che poi ha firmato il sorpasso del 20-18 al 28'. L'Italia non ha ceduto, continuando a combattere su ogni pallone e Haimona, da poco entrato, ha sfruttato una punizione per il controsorpasso al 34'. Di nuovo Plisson ha ridato fiato alla Francia, costretta però nel finale a subire i determinati attacchi azzurri fino al mancato drop di Parisse. Il capitano si è voluto scusare in sala stampa non per l'errore («Mi sono preso la responsabilità, se entrava ero un eroe, ma grande prestazione della squadra») ma per una bestemmia che gli era scappata prima della gara mentre caricava i compagni, colta da una telecamera intrufolata nello spogliatoio. È cominciato male, ma solo nel risultato, il 6 Nazioni per la squadra di Brunel. Tra una settimana, all'Olimpico, c'è l'Inghilterra e lì si potrà dare una valore a questo sabato a St.Denis, ma il ct si è detto soddisfatto: «La squadra ha avuto un bell'atteggiamento, i giocatori non hanno avuto paura. Mi è piaciuta la voglia di andare avanti, - ha affermato - anche se a volte abbiamo sbagliato in difesa e avuto poco possesso. Ora dobbiamo ripeterci».

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