Dal costume delle veline ai cimeli in bacheca, ecco il museo di Striscia la notizia: le foto

COLOGNO MONZESE (MILANO). Prima la scrivania di Striscia la notizia, quindi un nuovo film che dovrebbe uscire all'inizio del prossimo anno.

Ficarra e Picone tonano da lunedì al tg satirico di Antonio Ricci, in onda ogni sera su Canale 5. Sono ormai diverse stagioni che la coppia chiude l'avvicendamento alla conduzione del programma. "Io me li porterei dietro fino alla fine", ha scherzato, ma non troppo, Ricci, oggi negli studi Mediaset di Cologno Monzese, nuova casa di Striscia da qualche mese dopo il suo trasloco da Milano 2, Palazzo dei Cigni, dove debuttò nel 1988.

"Ci avevano messo in un edificio triste e grigio e guardate come lo abbiamo trasformato", ha detto Ricci indicando i muri colorati, le riproduzioni dei tapiri appesi all'ingresso e soprattutto il museo di Striscia nell'anticamera dello studio televisivo.

Dove sul muro campeggia il disegno di un Santo Carlone (a simbolo delle lunghe polemiche con Carlo De Benedetti), all'ingresso un manichino con il costume delle veline indossato nel 1991 e 'sequestrato' per vilipendio della bandiera (un body verde bianco e rosso) e nelle bacheche tutti i cimeli della trasmissione. "Ieri per la prima volta è entrato negli studi di Striscia anche Pier Silvio Berlusconi - ha raccontato Ricci - in quasi 30 anni non era mai successo, ci ha salutato, si è scusato una trentina di volte e se ne è andato". Da lunedì quindi lasciano Ezio Greggio e Michelle Hunziker e tornano Ficarra e Picone. "Ormai siamo rodati - hanno detto - anche se ogni volta andiamo in onda quasi senza neppure sapere cosa andremo a leggere o presentare". Saranno loro a chiudere l'edizione 2015/2016, per dedicarsi quindi a girare in estate un nuovo film, mentre Ricci già pensa al prossimo Tg. Non è escluso che la rotazione dei conduttori sarà composta dai soliti nomi e potrebbero ancora essere confermate anche le due veline Irene Cioni e Ludovica Frasca ('non ho intenzione questa estate di rifare programmi né di 'Veline' né di 'Velone', ha detto Ricci).

"Almeno potessi introdurre delle novità, ma credo di aver fatto di tutto - ha spiegato il creatore di Striscia - Questo poi non è mai stato un programma interamente satirico, preferisco sia un genere che contempla l'antologia di tutti i modi di far ridere". E comunque i comici che fanno satira, ha ripetuto ancora una volta, se la sono vista male da quando sono 'orfani di Berlusconi'. "Questo non è il periodo più basso per la satira politica, in quasi 30 anni di attività ne abbiamo avuti altri anche più bassi, come quando era presidente del Consiglio Lamberto Dini e c'era Andreotti - ha ammesso Ricci - Adesso però siamo quasi a quei livelli, Renzi è ancora nuovo, ma sta crescendo bene, anche se la sua comicità è molto diversa da quella di Berlusconi: quest'ultimo era più un barzellettiere alla Gino Bramieri, a Renzi piace invece infilare battute all'interno di un discorso".

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