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RUGBY

6 Nazioni, per l'Italia esordio da brividi contro la Francia

ROMA. È con spirito «combattivo», come promette capitan Parisse, che la giovane Italia del rugby si presenta in uno Stade de France blindato dove ancora risuona la tragica eco dell'attacco terroristico del 13 novembre.

Difficilmente basterà per avere ragione delle Francia, perchè il solco con i transalpini è ancora ampio, tanto più per una formazione con pochissima esperienza come quella approntata da Jacques Brunel per l'esordio nel 6 Nazioni 2016. Parisse, nel suo ruolo di guida e sprone, cerca di toccare alla vigilia i tasti giusti per preparare i compagni: «L'anno scorso andammo in Scozia in una situazione simile - ha sottolineato il capitano -, con tanti infortunati ed esordienti, ed è arrivata una vittoria inaspettata. Con la voglia possiamo sopperire alla mancanza di esperienza, ma servirà una partita di combattimento».

«I francesi sono più forti di noi e di sicuro dopo un Mondiale deludente vorranno mostrare un nuovo Dna, un nuovo spirito - ha proseguito Parisse -. Per avere delle chance, dovremo concedere pochi palloni alla loro linea arretrata. Il nostro gioco tattico e la nostra occupazione del territorio saranno cruciali. Dovremo essere competitivi in mischia, in maul, nei punti d'incontro. La Francia non è da meno, sarà una grande sfida dal punto di vista fisico». Un duro compito aspetta Gega e Lovotti, esordienti in prima linea, ed a tutta la mischia che ha come anima lo stesso Parisse e l'altrettanto esperto Zanni in terza linea.

L'impatto dello Stade de France, anche se non ci sarà il tutto esaurito - «Cinquantamila persone sugli spalti? Penso sia soprattutto legato all'atmosfera che inevitabilmente ancora si respira», ha spiegato Parisse, che dal 2005 vive a Parigi -, sarà forte anche per l'apertura Canna, all'esordio in regia, per l'estremo Odiete e l'ala Bellini, al primo cap in azzurro.

«Mancano d'esperienza, ma hanno mostrato la giusta attitudine, la voglia di fare bene in campo e crescere con questo gruppo», ha detto Philippe Berot, tecnico responsabile dei trequarti. «Sbaglieremo sicuramente in certe situazioni ma dovremo rimanere concentrati e non mollare mai. Aiutandoci tutti, giovani e meno giovani, possiamo puntare a fare una grande partita. Ma ripeto, mai smettere di combattere», ha concluso Parisse.

La Francia disegnata dal nuovo ct Guy Noves punta ugualmente sui giovani, ma il serbatoio d'Oltralpe propone giocatori comunque abituati alle grandi sfide. C'è curiosità soprattutto per l'esordio all'ala Vakatawa, stella del rugby a 7, e simbolo di una squadra che punta forte sulla fantasia oltre che sui muscoli. Dal 2010 i transalpini non vincono il 6 Nazioni, non sono favoriti nemmeno quest'anno ma un inizio favorevole, con due incontri casalinghi in avvio (l'Irlanda dopo l'Italia) potrebbe cambiare lo scenario. L'Italia, che sarà guidata per l'ultima volta da Brunel, cercherà ancora una volta di evitare il cucchiaio di legno.

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