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IL CASO

Australia, in vendita mappamondo senza Israele: protestano gli ebrei

Iniziativa brand abbigliamento, articolo ritirato in 60 negozi

SYDNEY. Il colosso australiano di abbigliamento casual e di articoli di cancelleria Cotton On/Typo ha scatenato le proteste della comunità ebraica per aver messo in vendita piccoli mappamondi che sostituiscono Israele con un simbolo e identificano il territorio con il nome Palestina.

Gli articoli sono stati ritirati dalla vendita nei 60 negozi Typo in Australia e online, pur restando per alcuni giorni in vetrina.

Il presidente della B'nai B'rith Anti-Defamation League, Dvir Abramovich, ha detto al quotidiano The Australian che quando un cliente aveva reclamato, la risposta è stata che i mappamondi «erano considerati accurati a fini commerciali».

«Hanno risposto con il ridicolo argomento che non avevano abbastanza spazio per mettere la parola Israele ma avevano abbastanza spazio per mettere 'Palestina', che è un paese non esistente», ha aggiunto.

«Vi è una crescente e preoccupante tendenza a eliminare Israele dalle mappe del mondo. Tali atti ostili di distorsione geografica e di disinformazione confermano il messaggio offensivo che Israele è un'entità illegittima e non è un membro della famiglia delle nazioni».

Una portavoce di Cotton On ha dichiarato che Israele non era stato escluso dalla mappa, ma per ragioni di scala era stato sostituito da un simbolo, con alcuni altri paesi, e una legenda dei simboli era inclusa nel globo. «Dopo aver ricevuto commenti dai clienti riguardanti la rappresentazione di alcuni paesi nel nostro mappamondo Typo, è stato deciso di ritirare il prodotto dalla vendita e di fermarne la produzione. Typo si scusa per ogni offesa causata dal prodotto e ribadisce di non seguire alcuna agenda politica», ha aggiunto.

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