Sicilia, Speciale 155
Una delle foto della mostra che si aprirà martedi prossimo: l’alluvione di Palermo del 1932
L'EDITORIALE

Una tappa, non un traguardo

di
Restiamo in viaggio per soddisfare le esigenze dei lettori e degli inserzionisti

Il Giornale di Sicilia è nato con la nuova Italia. Ha raccontato l’Isola, calzando come un guanto la sua storia. Un lungo viaggio nel tempo. Siamo oggi a 155 di vita. Un traguardo importante. Una grande tappa. Ma vogliamo che sia una tappa senza fermata. Perché noi restiamo in viaggio. Per dare ai lettori e agli inserzionisti un’informazione ricca, diffusa negli spazi più diversi del territorio, popolare e moderata.

Restiamo in viaggio. Verso un futuro incerto. Per svolgere il ruolo di sempre. Le sfide sono continue. Sono insorte e insorgeranno, lungo il cammino, sfide di cambiamento, richieste di nuovi linguaggi e modi di informare. In questi 155 anni, abbiamo dovuto innovare e inventare.

Modificando il formato. Introducendo tecnologie nuove. Acquisendo saperi e mestieri sconosciuti. Diventando oggi un polo multimediale che vanta importanti primati. Siamo il giornale più venduto. Produciamo i notiziari televisivi più visti. Siamo la radio più ascoltata. Siamo il sito on line più visitato.

Restiamo in viaggio. Per soddisfare le esigenze sempre mutevoli dei lettori e degli inserzionisti. Muovendo in un territorio difficile con la consapevolezza di dovere denunciare vizi politici e patologie di governo duri a morire. Ma convinti di vivere in un mondo dove si può intraprendere e produrre. E affermarsi nei mercati del paese e del mondo raggiungendo valori di indubbia eccellenza.
Siamo da sempre e vogliamo continuare ad essere l’Informazione. Racconteremo i fatti con imparzialità ed equilibrio.

Ma vogliamo dare un contributo alla crescita di quest’Isola sollecitando modelli di sviluppo che abbiano al centro un’impresa privata libera ed in grado di competere. Per questo festeggiamo il nostro anniversario con gli imprenditori dell’Isola. Con quanti hanno deciso di restare malgrado tutto. Oppure con chi ha creduto in questa Sicilia e poi ha cambiato idea. E con quanti infine in questi territori vogliono credere e sono pronti ad investire.

Una svolta ormai si impone nella nostra economia. Noi la chiediamo da tempo. Ma oggi la rendono urgente fatti che pesano come macigni. Flussi crescenti di soldi pubblici hanno alimentato la nostra economia con pessimi risultati sotto gli occhi di tutti.
Le amministrazioni pubbliche dell’Isola sono al dissesto. Il nostro Pil è ai livelli più bassi, la disoccupazione a quelli più alti. I giovani non credono nell’Isola. Disperano oppure emigrano.

Perdiamo migliaia di residenti l’anno. Il territorio si svuota come una grande vasca in cui viene tolto il tappo. È sempre più necessaria l’azione di imprenditori veri e seri. Nel nostro viaggio un ruolo centrale vogliamo riservarlo a loro. Rendendo visibili esigenze e problemi. Cosi saremo sempre, per ripetere un nostro slogan, in edicola, in tv, in radio e on line storia di ogni mattina. Ma non sempre la stessa storia.

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