LA RIFORMA

Nuove competenze e meno personale: i Liberi consorzi cancellano Province

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liberi consorzi, Province, regione, Sicilia, Archivio

PALERMO. La riforma delle Province è legge, dopo il via libera definitivo dell’Ars ieri. Nascono i Liberi Consorzi.

La gestione

A guidare i nuovi enti sarà un presidente affiancato da una giunta. Organi che funzioneranno in maniera simile a quelli delle ex Province: ci sarà un vicepresidente, gli assessori potranno avere deleghe, al presidente spetta la rappresentanza dell’ente. Presidente e giunta vengono eletti dall’adunanza elettorale, organo composto da sindaci e consiglieri dei Comuni. Il presidente è scelto fra i sindaci il cui mandato scade non prima di 18 mesi. La giunta è composta da un numero di membri variabile da quattro a otto, a secondo della popolazione residente. Sono eletti dall’adunanza in base ad una lista proposta dal presidente. All’adunanza spetta anche di decidere sulla eventuale mozione di sfiducia al presidente. La legge prevede anche un’assemblea, composta dai sindaci, che approva statuto, regolamento, bilanci.

 

Le Città metropolitane

In questi enti è il sindaco metropolitano la più alta carica. Ci sarà una conferenza metropolitana e sindaco e giunta sono eletti sempre dall’adunanza elettorale la cui composizione è analoga a quella dei Liberi Consorzi ma ne fanno parte anche i consiglieri di circoscrizione dei Comuni capoluogo. Possono diventare sindaco metropolitano tutti i primi cittadini, anche quelli dei Comuni più piccoli, purché il loro mandato scada non prima di 18 mesi.

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