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LA POLEMICA

Scontro sui 500 milioni. Zaia attacca, Crocetta: “Quei soldi ci spettano”

PALERMO. Sui fondi che il governo ha destinato alla Sicilia scoppia la polemica tra Luca Zaia e Rosario Crocetta.

Il ministro Lorenzin dice che non saranno tagli lineari ma razionalizzazioni? ''E allora dica che si useranno i costi standard. Dica che i costi per un certo bene o servizio saranno omogenei in tutta Italia. Dica che non sarà più possibile che in certe Regioni ci sia, per dire, un geriatra ogni centomila abitanti e in altre uno ogni mille''. Così il governatore del Veneto, Zaia, in un'intervista al Corriere della Sera in cui propone di "mandare dei veneti a commissariare la sanità di certe Regioni. Non ci sarebbe più bisogno di alcun taglio". "In Veneto non si paga l'addizionale regionale Irpef, né alcun ticket regionale. Ciononostante, la nostra sanità è benchmark, un modello, per quella nazionale e ancora siamo in attivo per otto, dieci milioni. Ma se il governo taglia ancora, mi costringe a mettere altre tasse oppure a chiudere gli ospedali. Ma noi la razionalizzazione l'abbiamo fatta, e non sapremmo quali chiudere", dice Zaia, secondo cui "è evidente che se ci sono quattro regioni del Sud che aprono voragini da oltre 5 miliardi, forse è là che bisogna guardare".

Secca la replica del presidente della Regione Sicilia Crocetta: "Mi dispiace sinceramente che il governatore Zaia abbia fatto queste dichiarazioni a proposito dei 500 milioni di euro da destinare alla Sicilia per la copertura del Bilancio. Probabilmente il fatto che da parte di qualcuno venga rappresentato quasi come un regalo del governo, può avere indotto in errore il governatore. Quei soldi ci spettano per una sentenza della Corte costituzionale, sono soldi dei siciliani che ritornano ai siciliani. Il mio governo non rivendica né elemosine né logiche parassitarie. In due anni e mezzo abbiamo tagliato 3 miliardi di sprechi. Anche sulla sanità Zaia è disinformato: dal 2013 al 2015 è entrata, dopo qualche decennio, all'interno degli standard nazionali e come livello di performance è adesso all'8 posto e non al penultimo come prima". "Se vogliamo dirla tutta - conclude -, il governatore Zaia deve sapere che la Sicilia continua a pagare la più alta quota di compartecipazione sanitaria d'Italia: il 49% contro il 41% delle altre ragioni, percentuale determinata quando la sanità era in perdita; ora che è in  utile, perché persiste questa percentuale? E' ora di dire basta ad attacchi precostituiti che non tengono conto dei progressi raggiunti e della pesante situazione ereditata".

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