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Intercettazioni, emendamento del Pd: niente carcere per giornalisti

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ROMA. Il Pd presenta un emendamento a firma Verini-Ermini al ddl di riforma del processo penale che esclude la punibilità per i giornalisti che nel'ambito del diritto di cronaca utilizzano conversazioni registrate di nascosto. Esclusa anche la punibilità per registrazioni utilizzate in processi penali e amministrativi o per l'esercizio del diritto di difesa.

La sanzione del carcere resta, invece, per chi diffonde video e registrazioni di nascosto al fine di danneggiare l'immagine altrui. Costituisce «delitto, punibile con la reclusione non superiore a quattro anni - si legge nell'emendamento - la diffusione al solo fine di recare danno alla reputazione o all'immagine altrui, di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni, anche telefoniche, svolte in sua presenza ed effettuate fraudolentemente.

La punibilità è esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzabili nell'ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca», si legge nel testo messo a punto dal responsabile Giustizia del Pd David Ermini e dal deputato dem Walter Verini.

L'emendamento sostituisce per intero la lettera B del comma 1 dell'articolo 29. Tra le novità, oltre alla non punibilità per il diritto di cronaca, è introdotta anche quella per la difesa personale. Il testo dovrebbe andare al voto domani alle 15:00 in Aula, al termine del comitato dei nove.

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