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MUSICA

Giovanni Allevi: sono alla ricerca del bambino che è in me

ROMA. Tra un tour in Asia, dove è amatissimo, e le esibizioni dei giorni scorsi con l'Orchestra Sinfonica Italiana, formazione di oltre 40 elementi provenienti dalle più storiche e prestigiose orchestre nazionali, Giovanni Allevi non abbandona il Love - Piano Solo Tour, che sta portando in giro dall'inizio dell'anno. E lo ha proposto, anzi riproposto dopo il sold out del marzo scorso, a Roma, nello spazio aperto della Cavea all'Auditorium Parco della Musica.

L'enfant terrible della musica classica, per il ritorno nella città Eterna, ha voluto una serata speciale, con una scaletta altrettanto speciale: una sorta di «best of», in cui, oltre ai brani dell'ultimo album Love, hanno fatto capolino anche le composizioni della sua ventennale carriera più amate da Monolocale 7.30 a.m. ad Abbracciami, passando per Il bacio.

«Per una mia etica personale, non mi sembrava giusto rifare lo stesso concerto di qualche mese fa, volevo regalare al pubblico qualcosa di diverso e così ho pensato una scaletta molto più ampia: credo sia stato il concerto più esteso che io abbia mai fatto con piano solo», racconta in camerino Allevi.

Una sorta di fotografia dei 24 anni passati piegato sui tasti bianchi e neri, in quel suo modo goffo, davanti a una platea, un excursus nel suo passato e presente di pianista e compositore, durato circa due ore.

«In qualche modo - spiega l'artista 45enne - è come se fosse un punto, inteso come una sorta di buco nero in cui io stesso ho deciso di cadere. Anche se ogni volta che suono per me è come fosse la prima, non c'è differenza tra il primo saggio alla scuola di musica e la Concert Hall di Tokyo. C'è sempre tanta emozione. L'esperienza del passato non mi viene in aiuto».

L'ansia - dice Allevi anche durante il live - è la sua caratteristica e la compagna che non lo abbandona mai, eppure sul palco - nonostante quell'aria da bambino sperduto - non si fa intimidire. Annuncia ogni brano, lo spiega, si prende in giro, fa sorridere con le sue battute semplici («Adesso suono Scherzo n.1, ma non è per niente uno scherzo suonarla», oppure «Ora è la volta di Le sole notizie che ho, dura 2 minuti e 30 ma io ci ho messo quattro anni per scriverla»).

Prima di attaccare Il Bacio, invita tutti a baciarsi, poi affida ad Abbracciami il compito di stringere a sè tutti i presenti. «La mia forza è la mia fragilità e fare questa scoperta è stato come tornare a vivere».

La musica lo sostiene e lo spinge verso i fan che non aspettano altro che chiudere gli occhi e farsi cullare dalle note del suo pianoforte. Per poi chiamarlo più e più volte per i bis finali. «Più passa il tempo, più aumenta la consapevolezza che un concerto non è solo suonare davanti a un pubblico, ma entrare in contatto con l'animo di chi ti ascolta. E ci si riesce solo guardandosi dentro, confrontandosi con i propri demoni, con il proprio lato oscuro alla ricerca di Luce». E quella Luce è il bambino che abita in noi. «La magia è quando questo succede anche al pubblico», dice sognante come se davanti ai suoi occhi si stessero materializzando centinaia di bambini dagli occhi ridenti e scintillanti.

Allevi sarà ancora protagonista con il Love - Piano Solo tour il 30 luglio a Sestri Levante (GE), il 31 luglio a Pietra Ligure (SV) e il 2 agosto a Sandront (CN) Colle Gilba per il Festival «I Suoni del Monviso».

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