Sicilia, Cronaca
LE INDAGINI

Crocetta, il legale: esposto su dossieraggi contro il presidente

PALERMO. "C'è stata un'attività di dossieraggio contro Rosario Crocetta. Abbiamo querelato Panorama in sede penale per l'articolo del 2012 sui rapporti del presidente con persone di Gela e con Emanuele Celone. Sono trascorsi tre anni e ancora siamo alle udienze. Anche per questo abbiamo deciso di fare causa civile a L'Espresso". Lo ha detto Vincenzo Lo Re, legale del presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, in conferenza stampa a Palermo annunciando le azioni risarcitorie nei confronti de L'Espresso che ha pubblicato il contenuto di una presunta intercettazione telefonica tra il politico e il suo medico personale Matteo Tutino.

"Abbiamo scoperto che un giornalista di Panorama voleva scoprire presunti 'balletti rosa' nell'atelier sul mare a Tusa - aggiunge - da parte del presidente della Regione anche con minorenni. E' andato da un noto attivista gay di Palermo chiedendo notizie. Abbiamo presentato un esposto cautelativo alla procura di Palermo anche con la testimonianza di quell'attivista".

''Non accetteremo che Rosario Crocetta, che ha rischiato la vita per il suo impegno antimafia, passi per connivente di chi non voleva Lucia Borsellino al governo regionale'', ha aggiunto Lo Re. ''Crocetta - ha continuato - ha sempre protetto Lucia Borsellino ed è sempre stato al suo fianco nei momenti difficili dell'assessore''. ''L'abbraccio del presidente della Repubblica Mattarella - ha aggiunto - a Manfredi Borsellino dopo le sue parole non vuol dire che Crocetta sia amico dei mafiosi''. ''Se un medico dice 'dobbiamo rimuovere la Borsellino e farle fare la fine di suo padre' usa un linguaggio gravissimo - ha concluso - Non conosco Tutino ma non penso che utilizzi questo linguaggio. E' chiaro che Crocetta, che e' uno che non sta zitto, sentendo questa frase avrebbe reagito. La sua prima autodifesa è stata quella frase 'non l'ho sentita' perchè se un giornale pubblica un'intercettazione tutto il mondo pensa sia vera. L'interpretazione che hanno dato le più alte cariche dello Stato è che se tu non reagisci a quelle parole schifose sei concorrente morale di un metodo stragista. Questo non può essere accettato''.

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