CORTE SUPREMA

Usa, pena di morte: un'altra esecuzione in Missouri

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WASHINGTON. La Corte suprema e il governatore del Missouri si sono rifiutati di intervenire per concedere la clemenza e tentare di evitare un'altra esecuzione della pena capitale in Missouri, nel caso di David Zink, 55enne che aveva stuprato e ucciso una ragazza si 19 anni. Zink è stato messo a morte nel penitenziario di Bonne Terre, con un'iniezione letale.

Il Nebraska lo scorso maggio ha fermato il boia. Il parlamento statale ha raccolto abbastanza voti - 30 si e 19 no - per rovesciare il veto posto ieri dal governatore Pete Ricketts alla legge per lo stop alle esecuzioni. Il voto fa del Nebraska il primo stato controllato da repubblicani che abolisce la pena di morte dopo il North Dakota nel 1973.  Il no del Nebraska alla «morte di stato» arriva mentre fa il giro del mondo la notizia che Paula Cooper, la teen-ager condannata negli anni Ottanta alla sedia elettrica e che per tre anni era stata la più giovane inquilina di un «braccio della morte» nella storia americana moderna, si è tolta la vita a Indianapolis due anni dopo essere uscita di prigione. La nuova legge sostituisce la pena di morte con l'ergastolo a vita senza sconti di pena. Molti repubblicani si sono convinti a votarla per ragioni morali, fiscali o religiose. Ha pesato, nel cambio di opinione, la considerazione che, a colpi di ricorsi, i dieci detenuti attualmente nel Death Row di Lincoln difficilmente moriranno per mano dello stato.

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