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SITI UNESCO: DUOMO DI MONREALE

Gli occhi del mondo sul Pantocratore: «E ora isole pedonali e trasporti migliori»

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Una società di Perugia è già al lavoro per elaborare un piano di mobilità sostenibile che contempli il ripristino del vecchio collegamento ferroviario con Palermo. Ma bisogna potenziare anche i bus

MONREALE. «Quel martelletto con cui lo scorso 3 luglio la commissione Unesco ha proclamato ufficialmente il percorso arabo -normanno patrimonio dell' umanità è stato un'emozione indescrivibile». Parola del sindaco di Monreale, Piero Capizzi, consapevole di avere assistito in diretta ad una pagina di storia della cittadina normanna, sotto la sua amministrazione dal giugno dell' anno scorso.

«I delegati di Colombia, Qatar, Algeria, Giappone o India - dice ancora il primo cittadino, che quel giorno si trovava nell'ex capitale della Germania Federale, assieme ai "colleghi" di Palermo e Cefalù - me lo hanno ribadito a chiare lettere: Monreale e il suo duomo devono stare nel prestigioso elenco dei beni monumentali protetti dall'Unesco».

Un grande onore certamente per tutta la comunità della cittadina normanna, consapevole di trovarsi di fronte ad fatto epocale, ma senza dubbio una grande responsabilità. Perché una fruizione non adeguata al presti gio del sito sarebbe certamente un sacrilegio. Dal 3 luglio scorso, quindi, da quella ufficializzazione avvenuta a Bonn, per l'amministrazione comunale e per il comitato di pilotaggio dei siti Unesco sono cominciate le «grandi manovre» finalizzate a rendere ottimali la visite al monumento, adesso che gli occhi del mondo si sono concentrati sotto il Pantocratore.

Per dirla con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, presidente del comitato di pilotaggio, anche a Monreale, così come a Palermo e Cefalù, «cani, gatti e topi dovranno camminare assieme». Tradotto: tutte le scelte dovranno essere condivise, con decisioni prese sinergicamente, anche e soprattutto con la Curia, cui da sempre è stata demandata la gestione della cattedrale. La parola d'ordine, perlomeno la prima, è: pedonalizzazione.

Un'operazione cominciata timidamente l'anno scorso, con i divieti imposti su piazza Guglielmo (anche se poi il rispetto effettivo è tutta un' altra storia), che dovranno essere estesi poi a piazza Vittorio Emanuele, vale a dire nelle due aree su cui insiste il monumento normanno. «Ma dovremo riqualificare pure le aree cuscinetto - aggiunge Capizzi - per la cui realizzazione abbiamo già dei progetti allo studio, soprattutto per il quartiere Carmine, fino alla zona di via Torres, dove intendiamo realizzare l'area adibita a parcheggio».

Nel frattempo, però, c'è da facilitare l'arrivo dei turisti a Monreale. Una cosa, questa, che al momento è soltanto un pio desiderio, considerato che quotidianamente corso Calatafimi si rivela una trappola infernale soprattutto per i pullman dei turisti, che a volte decidono di «cassare» la visita al duomo, proprio per le difficoltà a raggiungere Monreale.

La «Sintagma» di Perugia, società leader del settore, sta elaborando un progetto di «mobilità sostenibile» che contempli il ripristino del vecchio collegamento ferroviario con Palermo e che giunga ad una stazione del capoluogo: Notarbartolo o Lolli.
Sempre nell'ottica del collegamento tra Palermo e Monreale, l'anteprima era stato il ripristino delle corse Amat (avvenuto nel settembre scorso), dopo oltre un anno e mezzo in cui i bus di via Roccazzo si fermavano alla Rocca. Poi, qualche mese fa, la decisione di individuare nel piazzale di Villa Vittorio Veneto, a poche centinaia di metri dal duomo, il capolinea del 389: proprio per evitare l'arrivo dei mezzi pesanti nella zona del monumento.
«Si apre per la nostra città un periodo di fermento culturale - conclude il sindaco di Monreale - che avrà certamente una ripercussione positiva sull'economia del territorio. Ecco perché non possiamo permetterci di mancare questo appuntamento».

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