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Il fuoriclasse svizzero del tennis, Roger Federer, settimo con 56,2 milioni
TENNIS

Wimbledon, in finale si rinnova la sfida tra Djokovic e Federer

LONDRA. La finale più attesa e più logica, rivincita dell'anno scorso, tra i migliori due al mondo: l'epilogo dei Championships rinnova la rivalità tra il detentore Novak Djokovic e Roger Federer, all'inseguimento dell'ottavo alloro a Wimbledon. Due semifinali, quelle giocate oggi, simili, almeno nell'esito. Entrambe terminate in tre set, dopo poco più di due ore di gioco. Ma se la vittoria del serbo, contro il n.20 al mondo Richard Gasquet, era ampiamente prevedibile, decisamente meno sbilanciata appariva alla vigilia il match di Federer contro l'idolo di casa Andy Murray.

Domenica sarà quindi la sfida n.40 tra i primi due del ranking mondiale: conduce di misura lo svizzero (20-19), mentre sono in parità gli scontri diretti sull'erba di Church Road, 1-1. Vittoria in semifinale per Federer nel 2012; successo del serbo nella finalissima dell'anno scorso.  Dopo 11 successi consecutivi contro lo stesso avversario, Djokovic non regala sorprese nella prima semifinale della giornata. Il serbo fatica a carburare ad inizio match, vincendo il primo set solo al tie-break, ma poi è chirurgico nel chiudere la partita in due ore e 22' (76(2) 64 64). Per Djokovic si tratta della quarta finale a Wimbledon (due successi, nel '11 e '14), la 17esima in uno Slam (8 vittorie), il 51/o match vinto sui prati londinesi, raggiungendo Bjorn Borg, sesto nella classifica di tutti i tempi.    Nel trentennale dal primo trionfo (di tre) a Wimbledon del suo coach, Boris Becker, Djokovic è a una vittoria dall'eguagliarlo. "La vittoria dell'anno scorso è stata importante perché prima di allora avevo perso diverse finali Slam - le parole di Djokovic -. Vincere contro il più grande sull'erba, probabilmente il più grande di sempre in assoluto, è stato davvero speciale. A Wimbledon, poi. Il torneo che mi ha fatto desiderare di diventare un giocatore di tennis". Nonostante le voci di attriti tra i due, messe in giro maldestramente dallo stesso Becker, il serbo non lesina complimenti al prossimo avversario. "Ci siamo affrontati tante volte e penso che Roger sia stato il giocatore che di più mi ha fatto migliorare. E' così forte e costante nel suo rendimento. Sarà di certo la sfida più difficile".

Lodi ricambiate dallo svizzero, subito dopo aver demolito Murray in due ore e 8' (75 75 64). Due break-break point nei primi due turni di servizio, quindi un monologo alla battuta per l'elvetico (20 ace, 76% di prime, 84% di punti sulla prima di servizio), entusiasmante come nei suoi giorni migliori. Per Federer si tratta della decima finale a Wimbledon (sette vittorie), la 26/a in uno Slam (17 trofei), la vittoria n.79 sui prati dell'All England Club, a -5 dal record di Jimmy Connors. "Credo che la chiave del match sia stato il servizio. Ho giocato bene i punti importanti - l'analisi del campione di Basilea -. Djokovic? Da alcuni anni è il migliore, lo scorso anno mi ha battuto ma anche io so come batterlo. Sarà una finale molto difficile".    Domani è in programma la finale femminile che vede opposte la statunitense Serena Williams, all'ottava finale ai Championships, all'esordiente Garbine Muguruza. Tre i precedenti, 2-1 a favore di Serena, battuta però dalla spagnola lo scorso anno al Roland Garros con un duplice 6-2. La più giovane delle Williams insegue il sesto alloro all'All England Club (21esimo Slam) ma soprattutto il Grande Slam dopo le vittorie a Melbourne e Parigi. Per la 21enne di origini venezuelane, da lunedì n.6 del ranking, si tratta della prima finale Slam in carriera.

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