La moda rispolvera Shakespeare: le creazioni di Curiel

ROMA. Gorgiere in pizzo, sete damascate e velluti veneziani, scintillanti di ricami di oro e pietre nei colori delle gemme, per giacche e abiti-corsetto che allungano e appuntiscono la vita, gonne a pannelli rigonfie sui fianchi,
orli arricciati in simil pagliaccetti corti di shakespeariana memoria, portati con calze di lana operata coprenti: è lo stile Tudor immaginato da Raffaella Curiel per la sua nuova collezione presentata a Palazzo delle Esposizioni a Roma, in apertura della manifestazione di AltaRoma che terminerà il 13 luglio.

«La mia fonte d'ispirazione questa volta - spiega la stilista meneghina - è stata la dinastia dei Tudor, che hanno regnato in Inghilterra dal tardo 1400 fino al 1600, periodo della renaissance inglese anche dal punto di vista della storia del costume. Epoca interessante, visto che già ai tempi di Shakespeare le fanciulle usavano indossare abiti maschili e i ragazzi quelli femminili. Mi ha colpito di quel periodo storico anche il grande lusso dei tessuti e dei gioielli, la varietà e la preziosità delle lane importate dal Marocco e dalla Persia, dei velluti e delle sete damascate che arrivavano da Venezia. Un momento fulgido che raggiunse l'apice con il regno di Elisabetta I, catturata dai ritrattisti dell'epoca nelle sue immaginifiche mise copiate dalle French Dolls che le portavano gli ambasciatori. Ma la collezione la dedico all'attuale Regina Elisabetta II, ai suoi 90 anni di grazia ed eleganza».

In pedana, davanti ad un ricco parterre dove siedono anche Clio Napolitano, Silvia Fendi, presidente di AltaRoma e Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, sfilano dunque donne regali nella loro silhouette scolpita sul busto allungato e appuntito per evidenziare seno e maniche rigonfie, o ambigue dame in giacche di pelle traforata e ricamata su polsi e colli a gorgiera, portate su gonne-pagliaccetto in damaschi bronzei o in nappa nera, arricciate alla maniera dei costumi di Amleto.

I tailleur scolpiti, i celebri 'curiellini', sono in cachemire a micro pied de poule, in mohair nelle sfumature melange dell'autunno, in soffice lana grigia, o declinati in mille sfumature di verde e marrone. Sfilano cappotti in velluto imprimè beige- grigio, pellicce rasate con bordi di zibellino e montoni rovesciati. Gli abiti tinta unita con gonne a pannello lasciano scoprire pannelli di fantasie scozzesi, i corpetti sono in lamè argento. Un tubino scolpito è in velluto in seta liscio con bordo di raso. L'altro, in seta stampata fantasia cachemire su toni pastello, ha un regale drappeggio sulla schiena. Una giacca-giardino è un'esplosione di colori e ricami floreali.

L'abito sciolto in raso lucente è verde prato inglese. La notte si veste di blu zaffiro e rosso bordeaux, di velluto e damaschi laminati. Colpisce l'abito nero con gonna ampia e corpetto scolpito da un ricamo di canottiglie e jais. Lo spolverino in seta oro nasconde un lungo abito verde bosco. Quello in velluto fucsia e nero ha le maniche lunghe e la gonna rigonfia sui fianchi. 'Elisabetta I' fa il suo ingresso in un drammatico abito in velluto in seta nero ricamato a delineare il busto con fili di perle bianche e nere.

L'abito da sposa è in seta bianca fatta stampare con il disegno di piccoli animali ripresi da un libro che fanno macchia di colore. Le maniche sono gonfie sulle spalle, il busto è profilato da una fila di pietre rosso rubino birmano. Il velo è corto e sorretto da un triplice aureola rigida.

I gioielli di Marina Corazzieri simboleggiano il potere dei sovrani: preziosi monili in stile neo-classico e barocco, parure in oro, cammei e perle di ogni forma, rubini e quarzi citrini, collier e spille con la rosa simbolo della dinastia dei Tudor, catene d'oro e filigrane, perfino piccole box porta-veleni come ciondoli.

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