Sicilia, Economia, Il lavoro per noi
LA STORIA

Maria Laura e la passione per il cacio: ho realizzato un sogno

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CATANIA. Sognava la vita di Heidi, i prati dove vedere pascolare pecore e capre, gli ovili dove impararle a mungerle, il nonno col paiolo davanti al fuoco che trasforma magicamente il latte in formaggio. Perché in qualche modo, a diversi gradi di latitudine più a sud, quella vita lei l'ha sperimentata davvero e non ci vuole rinunciare. Maria Laura Rosano ha 27 anni e lavora nel settore caseario, come ha sempre voluto fare, dai tempi in cui, bambina, con la mamma e gli zii andava in campagna a vedere mungere gli animali e produrre il formaggio. Una giovane donna che ha frequentato l'istituto per il turismo, imparando l'inglese, il francese e lo spagnolo, utili a entrare in relazione con i turisti di tutto il mondo che restano affascinati di quello scrigno di odori e sapori di Zafferana Etnea.

«Io mi occupo della gestione del negozio di vendita delle Fattorie Coco, guido i visitatori nella degustazione dei prodotti, li aiuto ad accostare i vini giusti dell'Etna e li convinco ad assaggiare i nostri formaggi con il miele che si produce sul nostro territorio» racconta con l'entusiasmo di chi è soddisfatta del lavoro che svolge e non lo cambierebbe per niente al mondo. Parla ai microfoni di Ditelo a Rgs, testimonia che è vero che la terra genera occupazione. «La mia passione nasce dall'infanzia - spiega, cercando nei ricordi -. Sono sempre stata affascinata dalla trasformazione del latte in formaggio. Qui vengono sia italiani sia stranieri, a cui piacciono i prodotti tipici del territorio, non cose che trovano dappertutto». Maria Laura crede in questo lavoro. «C'è tanto da scoprire per valorizzare il territorio, perché la Sicilia ha tanto da offrire - osserva -. Certo, lavorare in agricoltura è sacrificante, ma offre anche tante soddisfazioni, perché dalle tue mani vedi nascere qualcosa, sia esso formaggio o grano o frutta. Le persone ti fanno complimenti per quello che fai e questo basta. Vedo tanti giovani, anche laureati, che tornano alla terra. Questo significa che in Sicilia si stanno riscoprendo i mestieri antichi. Sinceramente non farei a cambio con un posto alla Regione; avrei sabato e domenica liberi, ma sarebbe un lavoro di routine. Qui, invece, c'è la relazione con gli altri, con i turisti, che mi arricchisce».

Prossimo obiettivo adesso una visita all'Expo di Milano. «A settembre vorrei andare a visitare l'esposizione perché voglio capire cosa hanno messo in mostra i vari Paesi, scoprire nuovi prodotti e trarre idee per il mio lavoro qui in Sicilia».

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