Donatella Rettore, la regina di "Splendido Splendente" spegne 60 candeline

Chissà come sarebbero stati gli anni Ottanta se non ci fosse stata lei, biondissima regina delle classifiche e della canzone italiana al femminile di quel periodo, tra sperimentazione, aggressività e denuncia sociale. Spaziando dal rock al pop, con incursioni nella dance, Rettore (guai a chiamarla Donatella, come ribadiva nella canzone omonima - primo esempio di ska italiano - che vinse al Festivalbar del 1981, l'anno d'oro della sua carriera), riesce a parlare di temi come il sesso, l'aborto, il suicidio in anni in cui non era affatto facile farlo.

La bionda artista di Castelfranco Veneto spegne 60 candeline, senza aver mai rinunciato alla musica e alla provocazione: in questi giorni è infatti impegnata con un tour estivo che la porta nelle piazze d'Italia. Ma la passione per le sette note di Rettore nasce da lontano, da quando a 10 anni mette su il suo primo complessino "I Cobra" con il quale si esibisce nelle parrocchie cantando le canzoni di Caterina Caselli e guadagnando 500 lire a serata. Ragazzina ribelle e insofferente alla disciplina, dopo la maturità decide di trasferirsi a Roma per inseguire il suo sogno: diventare una cantante. Nel '73 è la spalla del tour estivo di Lucio Dalla, che le insegna a cantare sul serio, ed incide il suo primo singolo. Ma gli esordi in stile cantautore anni '70 non sono clamorosi e, nonostante un passaggio al Festival di Sanremo del '74, dovrà attendere il 1979, con un nuovo look e un genere più rock, per vedersi spalancare le porte dello showbiz: a darle il successo è Splendido Splendente.

La strada ormai è aperta. L'anno dopo arriva l'album Magnifico Delirio, per il cui lancio viene scelta la metaforica e sfrontata Kobra, forse la sua canzone più famosa. In bilico tra kitsch, trash e genialità, la cantante veneta riceve le attenzioni della coppia Elton John e Bernie Taupin che scrivono per lei Remember. Quella con Elton John sarà una collaborazione che continuerà anche nei mesi successivi, con nuovi brani firmati dall'artista inglese. Anche la censura la osserva con attenzione e all'inizio è inflessibile con Lamette (1982), che inneggia con ironia al suicidio: "Dammi una lametta che mi taglio le vene", è il ritornello che ancora oggi viene ricordato del brano cult che nel 2006 sarebbe stato utilizzato nella colonna sonora del film Notte prima degli esami di Fausto Brizzi.

Nella classifica dell''83 di "Tv Sorrisi e Canzoni" degli artisti che hanno venduto più 45 giri negli ultimi 10 anni Rettore è settima, seconda donna preceduta solo da Mina. Nel 1987 l'amica Giuni Russo scrive un brano che le ricorda l'estro dei grandi successi di Donatella e così le propone di cantare insieme nel brano Adrenalina: un duetto all'insegna dell'energia e del divertimento, mai finito in un disco della Rettore. Tra la fine degli Ottanta e i primi Novanta, l'astro di Donatella è però in calo: la morte dei genitori, la stanchezza, i cambi di etichetta la affaticano, anche se non la allontano dal suo pubblico. Nel 2003, dopo quasi dieci anni di silenzio discografico, interrotti soltanto dal live del 1996, pubblica l'EP Bastardo, in cui conferma uno stile sempre all'avanguardia, aperto alle tendenze più stravaganti, e la solita ironia scanzonata e tagliente. Altri due dischi di inediti escono nel 2005 (Figurine) e nel 2011 (Caduta massi).

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