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DOPO LE PROTESTE

Carne di cane in Cina, Slow Food: "Non giustifichiamo, ma in Italia si mangia l'agnello"

Lo ha detto Piero Ling, coordinatore di Slow Food Cina, rispondendo ai giornalisti a margine di una iniziativa all'Expo di Milano

MILANO.  Il fatto che in Cina si mangi carne di cane «è un fattore culturale. Perchè in Italia non ci scandalizziamo per i conigli, le mucche o i capretti?». Lo ha detto Piero Ling, coordinatore di Slow Food Cina, rispondendo ai giornalisti a margine di una iniziativa all'Expo di Milano.

«Non lo giustifico - ha aggiunto - non giustifico nessuno. Ci sono battaglie giuste, ma ci sono anche altre culture». «Togliamo la corrida e il Palio di Siena? - ha aggiunto - Possiamo togliere tutto? Possiamo diventare tutti vegetariani?». «Purtroppo - ha aggiunto - in tempi di carestia si mangiava di tutto, succedeva così in Cina come in qualsiasi parte del mondo. E poi, non è che tutti i cinesi mangiano cani, però è un aspetto che fa notizia».

Intanto, lo scorso 22 giugno si è svolto i a Yulin, nel sud della Cina, il festival annuale della carne di cane, nonostante le proteste che sono state sollevate in tutto il mondo, inclusa la Cina, dagli animalisti. Nel corso del festival circa diecimila cani vengono abbattuti e la loro carne viene servita nei ristoranti locali. La carne di cane è considerata una prelibatezza in alcune zone della Cina meridionale, della Corea e delle Filippine. Il festival di Yulin, che si trova nella Regione Autonoma del Guanxi, vicino al confine col Vietnam, è frequentato da migliaia di persone che non hanno rinunciato alla loro carne preferita.

In Cina negli ultimi anni il possesso di cani da compagnia si è largamente diffuso, soprattutto nelle grandi città. A Pechino e Shanghai ma anche nelle metropoli del sud come Guangzhou e Shenzhen migliaia di persone di tutte le età hanno un cane. Petizioni per l'abolizione del festival sono state lanciate dai gruppi animalisti internazionali e firmate da milioni di persone, tra cui molti cinesi. Le autorità del Guanxi hanno sottolineato che il festival non è organizzato nè sponsorizzato dal governo locale, che anzi ha imposto ai ristoratori una serie di restrizioni. È stato vietato di uccidere gli animali in zone pubbliche, di esibirne le carcasse e di servire carne di cane all'aperto.

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