Le Eolie celebrate nelle opere di 40 artisti: è "Mare Motus" - Foto

LIPARI. Quaranta artisti, storicizzati e contemporanei, saranno i protagonisti fino alla fine di settembre a Lipari della mostra dell’anno alle Eolie, dal titolo “EOLIE 1950/2015. MARE MOTUS. L’isola” (12 luglio - 30 settembre), a cura di Lea Mattarella e Lorenzo Zichichi, ospitata nella ex Chiesa di Santa Caterina e negli spazi dell’ex carcere. L’evento chiude il progetto comunitario biennale “Mare Eolie”, concepito per valorizzare e rigenerare in chiave contemporanea l’area fortificata del Castello, già sede del prestigioso Museo Archeologico Bernabò Brea. L’inaugurazione sarà domenica 12 luglio alle ore 19.30.

All’interno della ex chiesa di Santa Caterina, luogo fisico e luogo dell’anima, sarà allestito il percorso espositivo che, dalla pittura alla video-arte, documenterà attraverso tecniche espressive multidisciplinari le emozioni e le riflessioni che gli artisti hanno voluto dedicare all’Isola del Mediterraneo.

Saranno presenti – e giungono in questi giorni a Lipari - i lavori dei fotografi Martin Parr, Elger Esser, Nan Goldin, Gioberto Noro, Carlo Gavazzeni Ricordi, Raffaela Mariniello, Alice Pavesi Fiorie Veronica Nalbone, tra le video installazioni l’opera di Elena Bellantoni. E poi Valerio Berruti, Rosario Bruno, Franco Accursio Gulino, Laura Panno, Mauro Di Silvestre, Alessandra Giovannoni, Silvia Camporesi, Cristiano Pintaldi, Bruno Ceccobelli, Andrea Di Marco, Fathi Hassan, Alberto Biasi, Velasco, Paolo Picozza, Mimmo Paladino, Gonzalo Borondo, Emilio Greco, Carin Grudda, Francesco Messina, Francesco Vaccaro e rappresentanti del Sud America come Samy Benmayor, Sebastian Yrarrazaval, autori di installazioni di grande impatto come Gregorio Botta, Elisabetta Novello e Riccardo Monachesi. Non mancheranno i lavori dei grandi maestri del Novecento siciliano come Carla Accardi, Fausto Pirandello, Renato Guttuso, Antonio Sanfilippo, Piero Guccione, Emilio Isgrò, Pietro Consagra, Salvo, Ferdinando Scianna, insieme ad una testimonianza di Alberto Burri che collega la mostra all’esperienza di Gibellina.

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