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DOPO IL NO

Grecia, Fitto: "Il discorso di Juncker ha il sapore della paralisi"

«Il discorso di stamattina di Juncker ha il sapore dello stallo, della paralisi, della mancanza di visione, del tatticismo di chi vuole solo passare il cerino ad Atene, che a sua volta è ben felice di ripassarlo a Bruxelles. Che fa il presidente della Commissione? Dice che ci vuole tempo e che attende le proposte greche. Tutto qui?»

ROMA. «Il discorso di stamattina di Juncker, mi spiace doverlo sottolineare, ha il sapore dello stallo, della paralisi, della mancanza di visione, del tatticismo di chi vuole solo passare il cerino ad Atene, che a sua volta è ben felice di ripassarlo a Bruxelles. Che fa il presidente della Commissione? Dice che ci vuole tempo e che attende le proposte greche. Tutto qui?». Lo dice Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti.

«Il vuoto politico di questa gestione europea è sempre più evidente - continua -. Da un lato, la furbizia di Tsipras, che vuole continuare su una linea economica insostenibile; dall'altra, il fantasma di un'Europa senz'anima. La triste realtà è che nè Tsipras nè la Merkel hanno ricette convincenti. Tsipras ha in mente la solita soluzione assistenzialista e statalista di sinistra; la Merkel, la grande sconfitta del referendum di domenica, non ha compreso che, a questo punto, i popoli europei usano e useranno qualunque occasione per dire no alla linea Berlino-Bruxelles. A questo punto, occorrono nervi saldi per
decidere cosa fare».  «Temo che i burocrati europei non sapranno immaginare altro se non il proseguirsi della politica dei 'cerottì - conclude -: altri prestiti, altre tasse, altro debito: nient'altro se non bombole di ossigeno a tempo per la Grecia destinate a durare pochissimo, per poi riproporre pari pari, magari tra un paio di mesi, gli stessi problemi di queste settimane. Quindi, o c'è un buon accordo, un serio accordo, in 36-48 ore, oppure il male minore è una 'Grexit'
concordata, negoziata e gestita. Ma nessuno nè ad Atene nè a Berlino o a Bruxelles pensi di poter tenere un intero continente appeso e sospeso, con i mercati in subbuglio, e la ripresa delle speculazioni».

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