referendum, ue, Sicilia, Archivio
IL REFERENDUM

Tsipras alla Merkel: nuove proposte e in Grecia le banche restano chiuse fino a mercoledì

ATENE. Il premier greco Alexis Tsipras e la cancelliera tedesca Angela Merkel in una conversazione telefonica si sono accordati sul fatto che Tsipras presenterà alcune proposte del governo greco al vertice Euro di domani. Lo riferiscono fonti del governo greco secondo quanto scrive Bloomberg.

E il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda sulla posizione attuale di Alexis Tsipras, nei futuri colloqui con i partner europei, ha detto: "Non voglio dare giudizi se sia più forte o più debole, Tsipras si sente rafforzato". Intanto le banche greche resteranno chiuse fino a mercoledì. Lo ha detto a Bloomberg un portavoce del ministero delle finanze.

Il referendum: un trionfo oltre ogni aspettativa. I risultati definitivi del referendum greco, diffusi dal ministero dell'Interno di Atene, confermano sostanzialmente i dati parziali: con 19.159 sezioni scrutinate su 19.159 (il 100%), i no si attestano sul 61,31% (3.558.450 voti) e i sì al 38,69% (2.245.537 voti). Hanno partecipato al voto 6.161.140 cittadini, pari al 62,5% degli aventi diritto.

Vola il 'No' al cruciale referendum indetto dal premier greco Alexis Tsipras sulle proposte dei creditori di Atene in cambio di ulteriori finanziamenti per il salvataggio del Paese.  Una bocciatura senza appello della ex troika, che manda onde sismiche in tutta l'Unione Europea e in particolare in direzione di Berlino, dove secondo la cancelliera Angela Merkel "Tsipras sta mandando la Grecia contro un muro".

Un mandato popolare fortissimo al premier, che ora chiede un accordo con i partner internazionali in tempi rapidi, anche "entro 48 ore". "Siamo pronti ad incontrarli già stasera", dice il capo negoziatore greco Euclid Tsakalotos, che esclude l'introduzione di una "valuta parallela" per affrontare il problema liquidità. Un trionfo particolarmente dolce per Alexis Tsipras, che si giocava la sua carriera politica, oltre che il futuro del suo Paese. "Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata - ha esultato al termine di una giornata considerata già storica da molti greci -. Il 'No' non è una rottura con l'Unione Europea. I greci hanno fatto una scelta coraggiosa, che cambierà il dibattito in Europa".

Il primo ministro ha subito affrontato la principale preoccupazione dei connazionali: i conti in banca. "Domani la Grecia andrà al tavolo negoziale con l'obiettivo di riportare alla normalità il sistema delle banche - ha incalzato -. E il problema del debito greco sarà sul tavolo negoziale dopo la pubblicazione del rapporto dell'Fmi".  E' andato all'attacco anche l'altro protagonista della battaglia referendaria, Yanis Varoufakis, che ha parlato di "coraggioso No all'austerità. Da domani le ferite dell'Europa e della Grecia iniziano a guarire". Il fronte del 'No' - che aveva il suo cuore nella sede di Syriza a Exarchia, dove c'erano simpatizzanti da mezzo mondo, e dove si è intonata anche 'Bella Ciao' per celebrare la vittoria  - è esploso in un boato quando le tv greche hanno diffuso subito dopo le 19 i loro sondaggi (non exit poll, perché non potevano permetterseli, dicono qui) che davano un messaggio univoco: la proposta dei creditori era stata bocciata dai greci. Ma da diverse ore le voci davano un 'No' in forte vantaggio. Poi le prime proiezioni della Singular Logic: il 'No' era oltre il 61%. E per strada si sono sentiti i primi clacson, mentre piazza Syntagma si è riempita nella notte di gente festante in un tripudio di bandiere greche e di Syriza.

Per Atene c'è un'emergenza da affrontare subito: quella delle banche che rischiano di rimanere a secco già martedì. Per questo la Banca di Grecia ha presentato in nottata una richiesta di aumento di liquidità di emergenza attraverso il programma Ela alla Bce. La richiesta verrebbe esaminata domattina dal board della Bce. E segnali sono già arrivati da quella direzione: "La Banca centrale europea ha ben chiaro che se è necessario fare di più, farà di più", ha affermato il membro francese del board della Bce, Benoit Courè.

L'Unione Europea, intanto, sotto shock, esamina le conseguenze del 'No', con le prime reazioni negative - in particolare tedesche ma non solo - al successo referendario di Tsipras: domani a Parigi c'è un incontro d'emergenza sulla Grecia tra Francois Hollande e Merkel, poi un summit dell'Eurozona martedì.  Tsipras ha vinto una drammatica battaglia, ma la 'guerra' per far uscire Atene dal tunnel - ed evitare una Grexit - è ancora tutta da combattere. Tanto che in serata Jp Morgan e Barcley hanno fatto sapere che dal loro punto di vista l'uscita della Grecia dall'euro è adesso lo scenario più probabile, con tutto il "caos" che ne deriverebbe.

© Riproduzione riservata

TAG: ,

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati