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LA RICERCA

Dalla materia oscura emergono indizi sull'infanzia dell'Universo

La materia oscura inizia a rivelare la storia dei primordi dell'Universo. Grazie alla nuova fotocamera installata sul telescopio giapponese Subaru, nelle Hawaii, sono state scoperte 9 regioni dove c'è una concentrazione di materia oscura, la materia invisibile e misteriosa che occupa circa il 25% dell'universo, contro il 5% della materia visibile e il 70% dell'energia oscura.

Nello studio, pubblicato sull'Astrophysical Journal, i ricercatori guidati Satoshi Miyazaki, del National Astronomical Observatory del Giappone, hanno fatto delle osservazioni che coprono un'area di 2,3 gradi quadrati verso la costellazione del Cancro, per analizzare la distribuzione della materia oscura utilizzando la fotocamera Hyper Suprime-Cam.

Le 9 concentrazioni di maTeria oscura identificate,ognuna delle quali ha una massa stimata equivalente a un ammasso di galassie, sono molto più numerose di quelle previste dagli attuali modelli cosmologici. Se la scoperta dovesse essere confermata, permetterebbe di capire meglio il ruolo dell'energia oscura, ossia del motore che determina l'espansione dell'Universo.

I dati indicano infatti che nell'infanzia dell'universo l'energia oscura fosse meno abbondante di quella prevista dalle attuali teorie. Di conseguenza l'espansione dell'universo sarebbe avvenuta in modo più graduale e lento, mentre stelle e galassie si sarebbero formate rapidamente.

Dal 1929, quando Edwin Hubble scoprì l'espansione dell'Universo, gli astronomi hanno iniziato ad utilizzare un modello cosmologico che indicava un tasso di espansione dello spazio in rallentamento nel corso del tempo. Ma negli anni '90, le osservazioni delle supernovae hanno mostrato che l'Universo si espande più rapidamente oggi rispetto al passato. Una scoperta che ha portato all'introduzione di un nuovo concetto fisico, una forma di energia oscura che tende a far allontanare le galassie. Il numero degli ammassi di galassie trovati dalla Hyper Suprime-Cam supera quello derivato dalle previsioni degli attuali modelli che descrivono la storia cosmica primordiale dell'Universo. Quindi, man mano che la mappa sarà estesa, i dati dovrebbero rivelare se questo 'eccesso' è reale o meno.

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