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SITI UNESCO: SAN GIOVANNI

Siti Unesco, a San Giovanni degli Eremiti si riscopre il... silenzio

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Lo stop alle auto tra curiosità esperanze. Il titolare di un bar: lavoravo con i passanti, ora dovrò rivedere tutto

PALERMO. San Giovanni degli Eremiti forse non era avvolto in questo silenzio da secoli. La chiusura al traffico di via Benedettini, come zona di rispetto al monumento medievale appena inserito in quel percorso Arabo Normanno dichiarato dall' Unesco patrimonio dell' umanità, ha immediatamente avuto l' effetto di esaltare tutto quello che c' è intorno a esso. Un piccolo universo fatto di abitazioni, botteghe, cortili, oratori all' ombra dell' incombente Palazzo Reale.

Di certo questo fazzolettino di città forse ancora non è preparato dal punto di vista commerciale all' accoglienza delle frotte di turisti che si spera sempre più numerose. Sì, ci sono due ristorantini, unbar, una gelateria, una birreria... tutto qui. Per il resto, saracinesche chiuse, qualche vecchia e sporca auto posteggiata da mesi, l' ex carcere femminile perennemente transennato in attesa di diventare residenza per studenti universitari con una previsione di centodieci posti letto nella rete «Camplus». E sarebbe un bell' impulso avere una struttura di quelle dimensioni che ha bisogno di forniture, servizi di pulizia, attrezzature.
Al momento Salvatore Barbaraci, titolare di una panineria-rosticceria proprio davanti all' ingresso di San Giovan ni, non può fare altro che sperare: «Questa situazione è talmente nuova che io non posso dare un giudizio. Di bello è bello, nessuno lo può negare.
Egoisticamente però dico che al momento io ci sto perdendo. Prima avevo molti clienti che si fermavano e prendevano al volo un caffè o una birretta.
Tutto questo non c' è più. Mi posso solo augurare che d' ora in poi lavorerò con i turisti che avranno più spazio a disposizione per rilassarsi».
Riflessione giusta. Perché qui, in effetti, la vera ricchezza su cui contare sono i visitatori che arrivano fin qua per il monumento: 6 euro il biglietto d' ingresso (domani come prima domenica del mese ingresso gratuito per tutti). Ieri mattina, a dire la verità, di turisti a curiosare sotto le rosse cupole di chiara impronta islamica se ne sono visti pochi. L' addetta alla biglietteria ammette che fino a mezzogiorno si potevano contare nell' ordine di poche decine: «Che vuole, troppo caldo e la gente preferisce andare al mare».
San Giovanni «muove», anche per la vicinanza con Palazzo Reale e Cappella Palatina, migliaia di visitatori all' anno. E di ciò ne beneficia anche l' oratorio di San Mercurio che sta a due passi. Nel 2013 sono stati complessivamente 61.184. Lieve incremento l' anno scorso con 63.327, un aumento soprattutto dei paganti che sono stati 33.317, per un incasso complessivo di 211 mila 522 euro. Ciò significa che ogni giorno il sito incassa 529 euro. Pochi se si considerano i costi di gestione e la potenzialità del monumento per la storia che ha da raccontare, anche se nessuno di sogna che si possa andare in pareggio con lo sbigliettamento.
Gaetano Di Miceli abita da trent' anni in un appartamento che s' affaccia su via Benedettini: «io- dice- questo silenzio non l' ho mai conosciuto. Quasi quasi - ironizza - rimpiango ambulanze e macchine. La cosa che più mi ha colpito è vedere tornare i ragazzini in strada a inseguirsi e a giocare col pallone. Bello. Sembravano cose di un' altra epoca».
All' interno di San Giovanni tutto è più ovattato, il mondo resta lontano.
Buganvillee odorose, edere, nespoli, allori, melograni, limoni, rosmarino...
Viene in mente quel chiostro raccontato da Consolo in Retablo quando «l' aere sfervora, cala misericordia di frescura e la brezza del mare valica il cancello del giardino, scorre fra colonnette e palme del chiostro in clausura, coglie, coinvolge, spande odorosi fiati, olezzi distillati, balsami grommosi».
Ma non tutto è così bucolico e sensuale. Girato l' angolo, la signora Piera Virgilia, mamma della titolare di una gelateria, ti porta alla realtà. Contesta in radice il nuovo piano traffico e azzarda: «Non abbiamo più clienti. Ci hanno ammazzati».

 

 

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