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La Grecia è a un passo dal baratro, i timori del mercato e il crollo delle borse

ATENE. La Grecia è sull'orlo del baratro, oggi restano chiuse le banche e la Borsa di Atene. Lo ha annunciato il premier greco Tsipras dopo che la Bce aveva deciso di non concedere ulteriore liquidità. Si prevede un lunedì difficile per i mercati. In un'intervista il ministro delle Finanze greco Varoufakis chiede ai capi di governo dell'Ue di agire per evitare il disastro. Dietrofront dello spread. Dopo una partenza in cui ha toccato quasi quota 200 punti sui timori dell'uscita della Grecia dall'euro, ora il differenziale torna a 164 punti mentre il rendimento espresso è pari a 2,39%.

Borsa: Milano apre in forte calo, giù banche  - Avvio di seduta in forte calo per Piazza affari. L'indice Ftse Mib cede l'1,98% a 23.330 punti. In rosso tutto il listino con Unicredit in calo del 9,44%, Ubi del 9,24% e Intesa dell'8,57%.

Tonfo di Tokyo con Grexit, chiude a -2,88% - L'ipotesi Grexit, con l'uscita sempre più concreta di Atene dall'Eurozona, spaventa la Borsa di Tokyo che termina gli scambi con un tonfo del 2,88%: l'indice Nikkei brucia quasi 600 punti e si attesta a quota 20.109,95, a ridosso dei minimi intraday.
Il Nikkei accusa la perdita più pesante del 2015 coi timori del default del debito greco, più probabile dopo gli ultimi sviluppi del weekend che hanno visto il brusco stop del negoziato tra le parti coinvolte e l'annuncio del premier Alexis Tsipras di un referendum per il 5 luglio sui termini richiesti dai creditori per il salvataggio. I principali settori dei listini nipponici cedono terreno, a cominciare da quelli finanziari e assicurativi, appesantiti dal rafforzamento dello yen, valuta "rifugio" contro le turbolenze dei mercati. La Grecia, con il referendum dagli esiti incerti, deve rimborsare 1,6 miliardi di euro all'Fmi entro domani. Non aiuta il sentiment degli investitori la produzione industriale nipponica di maggio che è scesa a maggio del 2,2% sul mese precedente, scontando soprattutto il calo delle vendite di veicoli sul fronte domestico e su quello estero. Il dato, diffuso dal ministero dell'Economia, del Commercio e dell'Industria, è peggiore delle attese medie degli analisti di circa lo 0,7% di contrazione. Il ministero ha tagliato il suo giudizio di base sulla produzione per la prima volta da giugno 2014 rimarcando la volatilità della situazione, priva "di una chiara direzione".

Oro: sale con timori Grecia +1,1%  - E' corsa degli investitori verso i 'beni rifugio', sulle probabilità dell'uscita della Grecia dall'euro mentre ad Atene è scattato il controllo dei capitali. Le quotazioni dell'oro così salgono dell'1,1% a 1188,23 dollari riprendendosi dal ribasso della scorsa settimana quando un accordo fra i creditori e la Grecia sembrava vicino.

Euro giù 1,4% a 1,101 dollari - Giù le quotazioni dell'euro all'avvio dei mercati a causa della possibilità sempre più vicina di un'uscita della Grecia dalla moneta unica mentre ad Atene è scattato il controllo dei capitali. L'euro, sulla scia di quanto visto nella notte in Asia, cede l'1,4% verso il dollaro a quota 1,101 e perde terreno verso lo yen (-2,5%) e la sterlina (-1,23%).

Commissione Ue, ok restrizioni movimenti capitale  - La Commissione Ue ha giudicato oggi "giustificate" in base a ragioni di sicurezza pubblica le misure restrittive sui movimenti di capitale adottate dalle autorità greche. E' quanto si legge in una nota del commissario responsabile dei mercati finanziari Jonathan Hill. "Mentre le misure restrittive adottate risultano necessarie e proporzionate in questa fase - osserva il commissario Ue - la libera circolazione dei capitali deve comunque essere ristabilita il prima possibile" nell'interesse di tutti.

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