Pizzi e ricami, da Gucci lui si veste... come lei - Foto

MILANO. «Chi ama vestirsi infrange le regole»: questa la premessa fatta da Alessandro Michele alla nuova collezione Gucci per la prossima estate, piena di elementi presi dal guardaroba femminile, dalla camicia di pizzo allo short all'uncinetto, dal fiocco allo jabot con le ruches, dalla gorgiera alla scarpa con lacci da ballerina.

L'effetto è spiazzante, ma d'altronde il tema della collezione è il 'detournement': «Un'operazione di distruzione e riassemblamento che avviene - spiega lo stilista - attraverso la cattura di elementi di un altro affresco, contestualizzati per produrre qualcosa che corrisponda al linguaggio contemporaneo». Così i grandi classici della maison, quelli che balenano in mente a chi pensa al mondo Gucci, ci sono, ma completamente
stravolti: il soprabito sembra rovesciato, con la fodera a vista, il trench ha la schiena ricamata, l'abito è tutto stampato a fiori e si mette con la gorgiera, il pantalone è esageratamente largo in fondo, a zampa d'elefante, il logo è oggetto di un 'art attack' floreale. Ma a colpire l'attenzione degli invitati alla sfilata, la prima nell'ex scalo Farini, sono soprattutto gli elementi femminili che pervadono la collezione: «Perchè non avere un oggetto che solitamente viene affidato alla gestione femminile?» si domanda Michele, spiegando che quello che è in gioco non è solo «l'identità sessuale, ma il poter dire ciò che ci pare: io - spiega - ho deciso di ripassare la mascolinità con un occhio femminile». Così, se «Elisabetta I metteva la gorgiera per dare un senso di distanza e di lignaggio, un giovane lo fa per affermare il proprio orientamento sessuale e come forma di snobismo nei confronti del proprio senso di appartenenza». Certo, vedere un uomo con una gorgiera tricottata abbinata a un abito «è spiazzante perchè ci sono dei codici, ma gli elegantoni - spiega lo stilista - li infrangono, sono degli anarchici del guardaroba: le regole piacciono poco a chi ama la moda!». Il discorso ovviamente travalica il semplice atto del vestirsi: «I costumi rappresentano la politica, la moda viene declassata al coprirsi, ma dietro - sottolinea Michele, uscito in passerella con T-shirt bianca e jeans - si nasconde sempre un pensiero, basta pensare al flower power, è un'estetica con un pensiero e io mi diverto a fare questo».

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