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L'EMERGENZA

Nuovo sbarco, 770 migranti a Palermo: saranno ospitati nei centri di accoglienza

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PALERMO. È arrivata al porto di Palermo la nave norvegese con a bordo 770 migranti. La nave Simpilot trasportava migranti salvati nel canale di Sicilia che erano fuggiti dalla Nigeria, dall'eritrea, dal Sudan, dal Pakistan, dal Camerun, dalla Siria, dalla Libia, dal Marocco, dal Bangladesh, dal Senegal e dalla Costa d'Avorio.

La Caritas diocesana di Palermo dovrebbe, anche se i numeri sono ancora in fase di definizione, dare ospitalità a circa 300 migranti: 200 andrebbero al centro di accoglienza di Giacalone e 100 al centro San Carlo e Santa Rosalia di Palermo.
Trecento profughi saranno invece trasferiti in giornata in altre strutture di altre regioni del Nord Italia; mentre la restante parte, numero ancora da definire, troverà ospitalità anche presso la Caritas di Monreale. Ad accoglierli al porto di Palermo la task force, coordinata dalla prefettura
di Palermo, di cui fanno parte anche Asp, Croce Rossa, Caritas Palermo, Protezione civile, Comune e forze dell’ordine.

Ventiquattro i volontari che hanno offerto  il loro contributo nelle operazioni di sbarco e primissima accoglienza al porto, distribuendo panini, acqua, coperte e scarpe ai profughi, molti dei quali donne con al seguito bambini molto piccoli, alcuni con segni di denutrizione, per i quali la Caritas ha donato  parecchi blister di latte pediatrico.
Tra le persone che hanno deciso di fornire il loro aiuto a chi è in difficoltà, erano presenti anche 9 nuovi volontari che hanno risposto all’appello fatto nei giorni scorsi dalla Caritas. Tra questi c’è il signor Antonino Formisano, che dopo aver visto in tv e letto sui giornali l’appello di
padre Sergio Mattaliano, direttore Caritas afferma: “Ho deciso di presentarmi al centro Agàpe in piazza Santa Chiara per dare la mia disponibilità. Ho fatto un colloquio con le responsabili dei centri d’ascolto e così da oggi inizia ufficialmente la mia attività di volontariato. È il primo sbarco a cui assisto e nonostante le immagini televisive, vedere di persona e dare una mano
concretamente è un’emozione diversa. Guardare i loro occhi, vedere la loro sofferenza. Oggi, qui al porto, posso dire di essere ancora più convinto della scelta che ho fatto”. È la prima volta a cui assiste ad uno sbarco anche Elena, giovanissima, che fa parte dei 6 studenti di un corso di mediazione interculturale che stanno svolgendo uno stage in Caritas. “Il primo impatto è stato fortissimo – racconta Elena -. All’inizio io e altre due colleghe siamo rimaste immobili e spaesate. Tutta questa sofferenza, tutti questi bambini. Non sapevamo davvero come poter dare una mano. Poi abbiamo capito che bastava un sorriso: non appena davamo loro il pacco con il cibo e l’acqua i loro volti si illuminavano. Con un sorriso ci ringraziavano”.
“Siamo molto soddisfatti – commenta Anna Cullotta, responsabile dell'area immigrazione di Caritas, che si occupa di coordinare i nuovi volontari -. Numerose le persone che hanno risposto ai nostri appelli, tra giovani, professionisti e pensionati. Stiamo riscoprendo una città solidale, pronta a dare una mano a chi è in difficoltà”.
Tra i veterani della Caritas stamattina al porto c’era anche Vito Pecorella: “Il vero valore di un buon cristiano si vede da questo – dice  -: dalla volontà di porgere una mano a chi ha bisogno. Al di là di tutte le polemiche politiche sterili di questi giorni, basta avvicinarsi a loro o semplicemente guardarli negli occhi per accorgersi che giungono qui, nelle nostre coste, con il
semplice e umano intento di cambiare la loro vita. In meglio. Fuggono da povertà, guerra e miserie: insomma, da una morte certa. Non vengono qui per rubare qualcosa a noi. Laddove c’è il Signore, c’è posto per tutti, senza differenza alcuna di provenienza, etnia o religione”.
“Le parecchie nazionalità di appartenenza dei migranti arrivati oggi – afferma padre Sergio Mattaliano, direttore della Caritas diocesana di Palermo – fanno comprendere la situazione che si sta vivendo in Libia. Si tratta di un Paese che è, ormai da molto tempo, in balìa di frange armate e guerriglie civili da cui queste persone scappano per raggiungere un luogo dignitoso dove potere vivere pensando al futuro. La nostra Europa, come abbiamo ribadito in tanti,
non può chiudersi in se stessa, non può chiudere gli occhi davanti a persone fragili e indifese come le tante donne e bambini e minori stranieri non accompagnati che sto vedendo oggi in cerca soprattutto di sostegno e di pace. Noi continuiamo a dare il meglio di noi stessi con tutte le nostre forze e speriamo che ancora più concretamente lo facciano anche gli altri paesi
europei”.
“Mi fa immenso piacere – dice ancora – che dopo il nostro appello sia aumentato il numero dei nostri volontari presenti al porto perché ciò sta a significare che cresce la sensibilità di fronte a questo fenomeno e nello stesso tempo c’è tanta voglia di mettersi a servizio di chi ha bisogno”.
L’invito alla cittadinanza è quello di contribuire in vario modo, in relazione alle proprie possibilità a sostenere la Caritas, oltre che con l’invio di vestiario e viveri,  anche con piccoli contributi e offerte economiche che permettano di rispondere meglio ai primi bisogni di queste persone, soprattutto di bambini molto piccoli e donne. Chi volesse partecipare, anche con un piccolo contributo, potrà farlo attraverso bonifico bancario al seguente numero di codice Iban:  IT96B0335901600100000079311, intestato a Confraternita dei falegnami – presso istituto bancario Banca Prossima.

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