Rosario Crocetta, Sicilia, Politica
IL CASO

Crocetta: non ho attaccato Renzi, per me è la più grande risorsa del Paese

Dopo le polemiche dei giorni scorsi

PALERMO. “E' assolutamente falso che io abbia attaccato Renzi. Da presidente dei siciliani ho manifestato l'urgenza di intervenire sulle questioni sociali soprattutto nei confronti dei poveri, dei deboli, dei disoccupati, in linea con n quanto sta cercando di fare il Governo nazionale. Ma la specificità e la drammaticità dei problemi della Sicilia, le cui cause non sono da attribuire sicuramente ai governi attuali ma alle vicende storiche dell'Isola, richiedono una urgenza di provvedimenti immediati". Lo dice il presidente della Regione Rosario Crocetta all'indomani delle polemiche con Renzi e gli attacchi del Pd e dai suoi stessi alleati del Megafono.

"Abbiamo la necessità ormai, e non è una critica nei confronti del Governo, di intervenire sulla questione sociale poiché i risultati positivi raggiunti sulla spesa europea e la fine del crollo del Pil in Sicilia, non sono sufficienti a fare decollare l'Isola  - dice Crocetta - né tanto meno a risolvere nell'immediato il livello di disperazione economico e sociale, portato da anni ininterrotti - dal 2006 al 2013 - di perdita di Pil del 2% , la chiusura delle aziende e i licenziamenti dei lavoratori, nell'impossibilità tra l'altro degli enti pubblici di assumere, in considerazione dei livelli di sovraffollamento di dipendenti in tali enti.  La fine del crollo del Pil nel 2014, con i segni di leggera crescita derivati dall'utilizzo dei fondi europei, da un aumento dell'export delle aziende siciliane e dall'incremento dei flussi turistici verso la Sicilia, non possono da soli produrre nuova occupazione se si considerano le dismissioni che avvengono in alcuni settori e il fatto che la riorganizzazione tecnologica delle aziende spesso, invece di produrre nuova occupazione, ne determina la diminuzione.

"La Sicilia non possiede le risorse necessarie per coprire il gap infrastrutturale che ha sempre avuto rispetto alle altre regioni del Paese e il governo della Regione - continua il governatore -  sta attivando procedure di attrazione di capitali privati, per determinare interventi che aumentino il Pil, la ripresa e l'occupazione. Tali processi non producono immediatamente i loro effetti e pertanto è necessario mettere in campo strumenti di coesione sociale rivolti ai senza lavoro e alle imprese, per gestire una transizione in Sicilia. La mia conferenza stampa rivolta principalmente a bloccare un'azione di vero e proprio sciacallaggio nei miei confronti, sulla base della valutazione della sconfitta del candidato sindaco del centro sinistra nelle elezioni amministrative della mia città, non è un attacco ad alcuno, ma un appello a tutti a fare di più, alle forze di governo, come a quelle di opposizione, rilanciando un'azione riformatrice del Parlamento bloccata molto spesso da inutili polemiche e differenziazioni che, nell'attuale fase di drammaticità sociale, non hanno senso.

Crocetta, nel suo comunicato stampa, ha continuato a parlare della situazione siciliana e del suo ruolo: "Dalle polemiche non nasce nulla, soprattutto quando queste polemiche coinvolgono forze di maggioranza - dice il presidente della Regione -. Ognuno di noi può pensare di essere più bravo degli altri, ma ciascuno di noi deve pensare che gli uomini di governo si scelgono attraverso libere elezioni, dove a decidere sono i cittadini e che i risultati delle elezioni si rispettano, ci piacciano o no. Ritengo dunque che il mio intervento vada interpretato per quello che è, un appello a tutti a lavorare insieme per il bene della Sicilia. Non ci sono scorciatoie, la gente non si aspetta polemiche dalla politica, ma scelte concrete, e penso sia indispensabile avviare una agenda di riforme prima dell'autunno. Senza l'azione del mio governo, la Sicilia già sarebbe fallita e oggi le polemiche sarebbero di ben altro tenore.”.

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