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ALIMENTAZIONE

Menù a chilometro zero, scuole promosse ma ancora poca frutta

ROMA. Menù diversi e in linea con le stagioni, attenti al biologico e a usare prodotti locali, mentre stenta a decollare il consumo di frutta, offerta come merenda o spuntino in poco più del 25% degli istituti: questo il quadro che emerge sulla ristorazione delle scuole italiane dall'indagine conoscitiva condotta dal ministero della Salute, in collaborazione con quello dell'Istruzione.

La ricerca ha coinvolto 7.733 istituti scolastici tra scuole dell'infanzia, elementari e medie. A rispondere ai questionari 1.168 istituti, pari a 4.294 plessi. Sapere cosa e come mangiano i figli a scuola è importante, dal momento che il 53,4% degli studenti italiani iscritti ad asili, elementari e medie pranza a scuola. L'indagine ha così rilevato che la maggior parte delle scuole (73%) conosce le Linee di indirizzo sulla ristorazione scolastica, e che il 97,61% le applica, mentre c'è un 2,39% che pur conoscendole, non le applica. In generale la quasi totalità delle scuole (96,85%) articola il menù della mensa su 4-5 settimane, rispecchiando la stagionalità dei prodotti. Un menù in cui si privilegia l'impiego di alimenti della filiera corta, dove il 31% è a km 0, il 30% da agricoltura biologica, il 3% direttamente dal produttore, il 9% da altro, mentre il 48% non usa alimenti a ridotto impatto.

Accanto a questa attenzione alla scelta dei prodotti, c'è però da rilevare invece la scarsa abitudine ad offrire la frutta, soprattutto negli spuntini e merende. Lo spuntino della mattina e la merenda del pomeriggio sono infatti spesso caratterizzati dal consumo di alimenti troppo ricchi di energia e solo il 28% delle scuole offre frutta per lo spuntino o la merenda. Pochi comunque i distributori automatici, presenti solo nel 10% dei plessi. Di questi, il 3% offre alimenti e bevande a basso contenuto energetico come frutta fresca, yogurt, succhi di frutta o altro.

Circa le bevande offerte ai pasti, si è potuto verificare che l'acqua viene generalmente distribuita con il pasto, e nella metà dei plessi si usa acqua di rete. Non manca la possibilità di avere diete speciali, se affetti da intolleranze, allergie e alcune patologie: circa il 44% dei plessi dispone di personale che assiste al pasto chi consuma diete speciali. Sui punti da migliorare, il rapporto evidenzia che il 74% delle scuole fa una rilevazione periodica sulla soddisfazione del servizio, quando dovrebbe essere la totalità, e oltre la metà dei plessi (58%) non fa una rilevazione sull'esistenza degli avanzi, che sarebbe utile sia per capirne le cause e ridurre gli sprechi, che per obiettivi di riutilizzo.

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